…

La tua stanza è il silenzio
che si deve alle chiese
Santuario di libri
e scrittura d’inchiostro
screziata di rosso

Vecchi fogli di carta
ingialliti di muffa
e l’odore di cera
passata sul legno più volte
per terra
o del letto
o del tuo secrétaire custode
di sogni consegnati
a diari che da tempo
mi manca
il coraggio di aprirli

Appoggiato a una sedia
con la grazia di sempre
resta il tuo cappellino
di signora perbene
con i guanti e la borsa
coordinati alle scarpe
era un segno di stile
di borghese a Torino
con un filo di perle
sopra il cachemere azzurro
e la gonna a trapezio
di tessuto di lana
di fattura perfetta.

Una lampada fioca
Una tenda tirata
Un tessuto di seta
con disegni di fiori
copre i muri ineguali
su cui spiccano quadri
di madonne bambine
e di estatici santi.

Chiudo gli occhi e respiro
e mi sembra di averti
ancora vicino
5 novembre 2026, Torino