BUONGIORNO!

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Fan Ho

Kin-Fo, ridiventato perfettamente calmo, si era sdraiato ancora sul divano ed esaminava, da uomo cui nulla stringe, la lettera giunta da otto giorni. Era indispettito con Sun per la sua negligenza, non per il ritardo. In che cosa mai poteva interessarlo una lettera qualunque? Essa non sarebbe stata la benvenuta, se non nel caso in cui gli cagionasse un’emozione. Una emozione, a lui!

La guardava dunque, ma distrattamente.

La busta, fatta d’una tela impeciata, mostrava sull’indirizzo e sul rovescio diversi francobolli di color vinoso e cioccolata, portanti in calce a un ritratto d’uomo le cifre di due e di sei cents.

Ciò indicava che essa veniva dagli Stati Uniti

– Bene! – esclamò Kin-Fo stringendosi nelle spalle, – una lettera del mio corrispondente di San Francisco!

E buttò la lettera in un angolo del divano.

Le avventure di un cinese in Cina, Jules Verne

 

BUONGIORNO!

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Luigi Ghirri, Amsterdam, 1981

 

Dicono gli Atlanti che la Sicilia è un’isola e sarà vero, gli atlanti sono libri d’onore. Si avrebbe però voglia di dubitarne, quando si pensa che al concetto di isola corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e costumi, mentre qui tutto è mischiato, cangiante, contraddittorio, come nel più composito dei continenti. Vero è che le Sicilie sono tante, non finirò di contarle.

Vi è la Sicilia verde del carrubo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava. Vi è una Sicilia “babba”, cioè mite fino a sembrare stupida. una Sicilia “sperta”, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è una Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell’angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale. Una, infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliante delirio…

La luce e il Lutto, Gesualdo Bufalino

 

 

BUONGIORNO!

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Elizabeth and I boating in Hungary, André Kertész, 1920

Lei fece qualche passo verso di me, con un’espressione che mi parve ammirata, intenerita e beffarda a un tempo.

“Bene Vallesi. Ottima risposta. Chi ama non brucia fisicamente – e dunque non ha senso chiederci se non rischi di morire tra le fiamme -, ma fra la passione e il fuoco esistono delle analogie. Noi usiamo l’immagine del fuoco per parlare del calore e anche della forza distruttrice della passione. Il fuoco è dunque metafora della passione. Sei innamorato, Vallesi?”

Diventai rosso. Cercai di dire qualcosa di spiritoso o brillante, ma non ci riuscii. Celeste, prima di voltarsi da un’altra parte e ricominciare a parlare, mi lanciò un ultimo sguardo che forse non significava niente ma che io interpretai come un segno di intesa e che mi fece scoppiare il cuore.

Il bordo vertiginoso delle cose, Gianrico Carofiglio, 2013

 

BUONGIORNO!

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Alberto Sordi, Un Americano a Roma, Steno, 1954

 

Oggi la tecnologia, il lungo periodo di pace, l’industria alimentare hanno apportato grossi cambiamenti nell’alimentazione. Sono mutati i canonici momenti destinati al pranzo, al contempo sono stati drasticamente ridotti quelli dedicati alla preparazione dei piatti, nel rispetto del binomio sapore-salute: stare molto in macchina, vivere nello stress e nell’inquinamento infatti non può certo aiutare un’elaborata digestione e lo smaltimento delle calorie.

Mangiare, comunque, è per l’uomo una necessità e farlo nella migliore delle maniere non è certo un concetto superato.

Germana Militerni, Aglio e Fravaglio