14 febbraio

Giurami che saremo sempre così. Divertenti, leggeri, spensierati.

Giurami che non ci lasceremo avvolgere nel miele della quotidianità banale. Che non inciamperemo nelle pastoie dei problemi. Che i rovi degli screzi ci feriranno solo in superficie.

Giurami che sapremo sempre trovare almeno una buona ragione per ridere, ogni giorno.

Giurami che se ti accorgi che tutto questo non è più possibile tra noi, avremo il coraggio di dircelo e di fare tutto a pezzi prima di annegare in un mare di tristezza.

Giurami che saremo amanti per sempre, che non mi trasformerai in una moglie.

Svalentino alle porte!

Domani è Svalentino. Una festa che, con un po’ di cinismo, la maggior parte delle “ragazze sopra i trenta” hanno imparato (accordo verbo-soggetto alla Greca – notare la finezza) a catalogare come una roba da ragazzini con gli occhi ancora pieni di illusioni.

Ma voi non credeteci.
Sì, noi ve lo diciamo che va bene uguale, che non importa. Ma non fidatevi. Non è che non ci importi festeggiare.

Ma la verità è che non vogliamo ritrovarci impigliate per l’ennesima volta in uno Svalentino all’odore di muffa.


E allora, domani, stupiteci.
Fateci ridere!
Smettetela di prendervi così sul serio e regalateci una serata spensierata.

Non c’è nulla di più sexy di un uomo che sappia guardarci negli occhi con intenzione, dopo averci preso amorevolmente in giro, facendoci credere che tutti i nostri difetti ai suoi occhi siano solo bizzarrie che ci rendono ancora più amabili!

Regalateci una passeggiata senza meta (se poi abitiamo in una città col fiume o il lungomare, meglio ancora!), con una fetta di pizza, parlando di nulla. A fare i cretini, come quando ci ronzavamo attorno e ancora non sapevamo se il futuro ci avrebbe riservato qualcosa insieme.

Sorprendeteci!
Prendetevi due ore libere e preparateci una torta o una cena intera!

Ma per favore, per una volta, non quel “mazzolino” di fiori stantio. Non il “ristorantino” pieno di altre coppiette tutte uguali e noi uguali a loro. Non la “seratina” con le “candeline” e “petalini” di rosa sparsi ovunque, con la speranza di una “scopatina” (che è sempre più che “tristina”), tanto perché si deve. E lo richiede il cliché.

E fregatevene se avete la pancia o la calvizie (o canizie) che incombe! Fregatevene se non siete Richard Gere o quell’altro delramodellagodicomo, di cui non ricordo mai il nome (e che nemmeno mi piace a dirla tutta, perché io per esempio sono più per Rupert Everett, maquestoèunproblemamio).

A NOI piacete VOI. Proprio voi, con tutti i vostri difetti (alcuni veramente insopportabili).
E infatti vi abbiamo scelti (non sarete per caso convinti di essere stati voi a scegliere, che questo vi sia ben chiaro una volta per tutte!).

Solo un uomo poteva essere così deficiente da credere che la bella faccia di Cristiano potesse far fremere di passione Rossana più del bel cervello di Cirano!

San Valentino all’ultimo minuto!

Per una volta, per una soltanto, fateci ridere, teneteci allegre!

Non c’è nulla di meglio di un uomo che sappia prenderci in giro con amore, facendoci credere che tutti i nostri difetti ai suoi occhi non siano altro che bizzarrie che ci rendono ancora più amabili!

Regalateci una serata spensierata. Magari una passeggiata senza meta (se poi abitiamo in una città col fiume o il lungomare, meglio ancora!). A parlare di nulla. A fare i cretini, come quando ci ronzavamo attorno e ancora non sapevamo se il futuro ci avrebbe riservato qualcosa insieme.

Sorprendeteci! Magari prendetevi due ore libere e preparateci una torta (o una cena intera! non vi diremo certo di no!).

Ma per favore, per una volta, non quel “mazzolino” di fiori stantio. Non il “ristorantino pieno di altre coppie tutte uguali a noi. Non la “seratina” con le “candeline” e “petalini” di rosa sparsi ovunque, con la speranza di una “scopatina” (che è sempre più che “tristina“), tanto perché si deve. E lo richiede il cliché.

Non sto scherzando!

Solo un uomo poteva essere così sciocco da credere che la bella faccia di Cristiano piacesse a Rossana più del bel cervello di Cirano!

BUONGIORNO!

le_rose

Le rose, Teresa Zanetti, 2017

 

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
(Pablo Neruda)