La brocca
del latte
ha versato
la notte
sul primo giorno
del mondo
Una mano
distratta
ha bucato
quel nero
Sono uscite
le stelle.
Tag: @theblondieinside
Pensieri
Ci riconosceremo ancora
nei nostri corpi invecchiati
quando il tempo ci avrà scavato
le carni e le nostre labbra
saranno lombrichi trafitti
da punti esclamativi?
E i nostri occhi
intrecciati in tele di ragno
conserveranno la limpidezza
e la luce di un giorno?
O il velo che sugli occhi
di molti si posa
renderà anche a noi
più sopportabile una realtà
che sempre più fatichiamo
a capire?
Ci riconosceremo ancora
guardandoci allo specchio
o la nostra mente ci farà lo scherzo e il regalo
di cancellare quel che è stato,
gli anni trascorsi e le cose vissute,
quelli che abbiamo amato e
ciò che siamo stati...
A che punto è
il confine oltre il quale
si spera la morte?
Poesie
Pare che a un certo punto di naufraghi non se ne vedessero più, nemmeno scrutando attentamente l’orizzonte.
Non restava più nessuno da ripescare da quel mare affannato che mi divideva dall’Argentina.
Per mesi avevo incontrato lo sguardo di poveri (de)relitti galleggianti che mi supplicavano di essere tirati in barca e io con pazienza e attenzione, con delicatezza potrei dire, li avevo ripescati a uno a uno.
Alcuni si erano dimostrati veramente inopportuni, mi avevano svegliata la notte, insolenti!, pretendendo che scrivessi di loro, che dessi loro una voce. La mia voce.
Altri avevano anche avuto l’ardire di mettermi in imbarazzo con amici e conoscenti. Quei soggetti quasi erotici avevano suscitato ben più di una perplessità su una mia prossima fuga a ovest con un gaucho poeta di cui mi dovevo certamente essere innamorata per scriverne così.
Poi tutta questa buriana è passata. Il mare si è calmato e io ho ripreso a navigare quasi serenamente sull’olio immobile dei miei giorni.
Senonché a un certo punto sono comparse loro.
Adesso non traiamo subito affrettate conclusioni sulla mia salute mentale. Sta di fatto che tutta la poesia che avevo accuratamente schivato per un’intera vita, si è presentata alla mia porta, l’ha sfondata e mi ha invaso l’esistenza.
In briciole sparse. Preferibilmente di notte (io mi chiedo perchécazzomai tutta sta poesia mi debba aggredire la notte! e con un’urgenza indifferibile che mi impone il risveglio e la scrittura in trance, piena di errori perché lo faccio senza occhiali, prendendo appunti sul cellulare, tra le imprecazioni di mio marito che vorrebbe dormire e invece io sono lì a scrivere, e vabbè, pare che continui a sopportarmi, nonostantetutto).
Dicevo, poesie. Mah … Poesie… Boh, cose normali. Cose banali. Cose di tutti i giorni, come le scarpe strette e i mirtilli (che ossessione questa dei mirtilli!) le passeggiate e il sorriso dei bambini… Cose così, ecco, ma nella mia solita maniera che mescola il tenero con la puzza di piedi.
E poi delle poesie per le mie amiche (chissà se si riconosceranno). Ma non poesie scritte da un’amica a un’amica, no! Sarebbe facile e quindi non da me. No, ecco. Poesie che sembrano scritte da un uomo innamorato. E questo è ancora più strano.
Il punto è che io sono solo il mezzo. Voglio dire, non è che le pensi. Non funziona così. Col medesimo procedimento dei naufraghi, mi arrivano in testa già belle e pensate. Finite e solo da scrivere (e facendo pure in fretta, sennò poi se ne vanno e io resto come un’allocca).
E va bene. Mi arrendo. Scriverò pure quelle. La faccenda più incredibile è che qualcuna l’ho fatta leggere a qualche amic* (sono abbastanza “polliticamente” corretta? sono sufficientemente inclusiva?) e le hanno pure trovate belle…
Tu. Io.
Tu sei radice.
Io ho le ali.
Però ogni passero
necessita del suo albero
per arrivare, ripartire ...
Fare il nido.
Sempre con Cortázar in mente
Hai una vita conservata
in barattoli con l'etichetta.
E pensieri riposti
su scaffali ordinati
in una fresca dispensa
nascosta.
E i miei ricordi
corrono
invece, liberi di ruzzolare
giù dalle scale in
mi bemolle,
minore però,
che non ho nulla
di epico da raccontare
tantomeno glorioso.
E siamo un poco
stupiti che nonostante
a me piaccia guardare
i mirtilli che rotolano
sul pavimento e a te
raccoglierli, che non si sa
mai, e qualcuno li potrebbe
pestare
alla fine ci siamo piaciuti
e restiamo da anni
a fianco
l'uno dell'altra.
