BUONGIORNO!

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Elizabeth and I boating in Hungary, André Kertész, 1920

Lei fece qualche passo verso di me, con un’espressione che mi parve ammirata, intenerita e beffarda a un tempo.

“Bene Vallesi. Ottima risposta. Chi ama non brucia fisicamente – e dunque non ha senso chiederci se non rischi di morire tra le fiamme -, ma fra la passione e il fuoco esistono delle analogie. Noi usiamo l’immagine del fuoco per parlare del calore e anche della forza distruttrice della passione. Il fuoco è dunque metafora della passione. Sei innamorato, Vallesi?”

Diventai rosso. Cercai di dire qualcosa di spiritoso o brillante, ma non ci riuscii. Celeste, prima di voltarsi da un’altra parte e ricominciare a parlare, mi lanciò un ultimo sguardo che forse non significava niente ma che io interpretai come un segno di intesa e che mi fece scoppiare il cuore.

Il bordo vertiginoso delle cose, Gianrico Carofiglio, 2013

 

BUONGIORNO!

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Bocksay Ter, Ungheria, Andre Kertész, 1914

 

In cima alla scalinata, davanti alle porte chiuse del teatro, ho visto una sagoma che mi ricordava vagamente qualcuno, ma non riuscivo a capire chi. Era un uomo con un cappotto nero, reggeva come gli altri una candela, ed era circondato da diverse persone con cui parlava sottovoce. Al centro di quel cerchio dominava la folla, benché defilato attirava gli sguardi, dava l’impressione di essre importante, e per qualche strana ragione mi ha fatto pensare a un boss mafioso che partecipi, attorniato da guardie del corpo, al funerale di uno dei suoi uomini. Lo vedevo di scorcio; dal bavero rialzato del cappotto spuntava un pizzetto. Accanto a me, una donna che pure lo aveva notato si è rivolta alla vicina: “E’ venuto Eduard, bene”. L’uomo ha girato la testa, come se nonostante la distanza l’avesse sentita. La fiamma della candela ne ha scolpito i lineamenti.

Ho riconosciuto Limonov.

Limonov, Emmanuel Carrère

 

BUONGIORNO!

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Francesco Zoia, 2015

 

Gli stati teocratici sono oppressivi per tutti. Ma le donne stanno un gradino ancora sotto. Non esiste un capo di vestiario maschile che copra un uomo dalla testa ai piedi. Vuoi perché sono donna, perché sono nata alla politica sul tema dell’aborto, per le mie esperienze in casa radicale, ma per me la condizione femminile è sempre stata una bussola per valutare lo sviluppo democratico di un paese. Cesare Beccaria, sulla scia di Voltaire, diceva che la decenza di un paese si verifica visitando le sue carceri, Mutuando questo ragionamento e visitando il mondo per impegno, responsabilità o curiosità, mi sono resa conto che, oltre alla crescita demografica, agli investimenti stranieri, il criterio aggiuntivo da utilizzare era una scheda sulla condizione femminile, sia dal punto di vista legislativo sia dal punto di vista dell’applicazione delle norme. Questo criterio sulla valutazione della democraticità di un paese non mi ha mai tradito: quanto più le donne sono prive di diritti, tanto più quel paese è in difficoltà.

L’apartheid fa indignare. Le discriminazioni per genere sono – chissà perché – più accettabili.

Emma Bonino, I doveri della Libertà – intervista a cura di Giovanna Casadio

 

BUONGIORNO!

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Shabbat, Teresa Zanetti, Gerusalemme 2014

C’era pure un intero scaffale brulicante di animali lanuginosi: orsi polari, tigri, cervi, centauri, zebre, scimmie ed elefanti, tutti smarriti senza speranza in un bosco verdeggiante fatto di panno e ovatta colorata. Dall’orologio a muro schizzava fuori ogni quarto d’ora un cucù che non cantava, emetteva solo un rauco latrato.

Misero Hillel seduto in poltrona. Era una poltrona fonda attorniata da grandi filodendri: vi si rannicchiò dentro con i suoi pantaloncini e la maglietta, raccogliendo a sé le gambe.

Stava meditando a proposito dei fanatici, dei quali papà aveva aveva detto che sanno sempre esattamente cosa è bene e cosa è male e cosa è giusto fare, e si chiedeva con un certo sgomento se papà e mamma non fossero per caso fanatici anche loro, solo che lo tenevano nascosto: in fondo anche loro due sapevano sempre tutto.

Amos Oz, Il monte del cattivo consiglio

 

BUONGIORNO!

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Alberto Sordi, Un Americano a Roma, Steno, 1954

 

Oggi la tecnologia, il lungo periodo di pace, l’industria alimentare hanno apportato grossi cambiamenti nell’alimentazione. Sono mutati i canonici momenti destinati al pranzo, al contempo sono stati drasticamente ridotti quelli dedicati alla preparazione dei piatti, nel rispetto del binomio sapore-salute: stare molto in macchina, vivere nello stress e nell’inquinamento infatti non può certo aiutare un’elaborata digestione e lo smaltimento delle calorie.

Mangiare, comunque, è per l’uomo una necessità e farlo nella migliore delle maniere non è certo un concetto superato.

Germana Militerni, Aglio e Fravaglio