BUONGIORNO!

Argo, Ben Affleck, 2012

Non ricordo che cosa stessi facendo o dove mi trovassi la domenica in cui sentii che l’ambasciata americana era stata occupata da un non meglio definito “gruppo di studenti”. Strano a dirsi, rammento soltanto che c’era il sole, la temperatura era mite, e che non assimilai completamente la notizia fino al giorno dopo, quando Ahmad, il figlio di Khomeini, annunciò che il padre sosteneva gli studenti e rilasciò una dichiarazione provocatoria: “Se non ci consegnano i criminali,” disse riferendosi allo scià e a Bakhtiar “allora faremo tutto ciò che è necessario”. Due giorni dopo, il 6 novembre, il primo ministro Bazargan, oggetto di critiche sempre più feroci da parte degli integralisti religiosi e della sinistra per le sue presunte simpatie liberali e filo-occidentali, rassegnò le dimissioni.
Presto i muri dell’ambasciata si coprirono di nuovi slogan: L’AMERICA NON PUO’ FARCELA CONTRO DI NOI! QUESTA LOTTA NON E’ TRA GLI USA E L’IRAN, MA TRA L’ISLAM E LA BLASFEMIA. PIU’ SIAMO A MORIRE, PIU’ FORTI DIVENTIAMO.
Montarono una tenda sul marciapiede e la riempirono di materiale propagandistico in cui si denunciavano i crimini commessi dagli Americani in tutto il mondo e si sosteneva la necessità di esportare la rivoluzione. All’università il clima era al contempo ansioso e euforico. Alcuni miei studenti, tra cui Bahri e Nyazi, non si facevano più vivi; probabilmente erano in prima linea chissà dove. Molte lezioni furono sostituite da accesi dibattiti, nell’irrequietezza generale.
Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran

BUONGIORNO!

Luigi Ghirri
Luigi Ghirri, Viaggio in Italia, 1983

Ulisse arrivò al palazzo del Crepa e al Laocoonte masochista non solo puntuale, ma in anticipo. Girò un po’ intorno all’isolato, contando sedici bancomat e dodici scarpoteche. Rivide gli aperitivisti pietrificati davanti al bar. Poi notò in una bacheca “l’Organo”, giornale della sinistra storica. Una volta quella testata occhieggiava da vari portici di quella città, ora quello era l’unico esemplare rimasto, gli altri erano confinati in periferia. Le solite notizie. Bombardamenti e guerre accuratamente impari, asimmetrici e militarmente vili. Piccoli virus irridenti l’onniscienza umana. Nel secondo ventennio italico, il Duce e la sua pattuglia acrobatica di avvocati impegnati a schivare altri processi, manifestazioni operaie ovunque, economia al tracollo.
La resa dei conti, pensò, e cercò la sola notizia che veramente lo angustiava, cioè le condizioni del menisco di Mironi, ma la pagina sportiva non c’era, o meglio era rivolta contro il muro e le era stata preferita la cronaca cittadina. Dove spiccava, inattesa, la foto di Febo con la seguente didascalia.

Un nuovo presidente per i Giovani Imprenditori Celesti. Febo Pelagi aggiunge un altro successo alla sua rapida carriera politica. Il prossimo passo, secondo alcuni, potrebbe essere la candidatura parlamentare, nonché il consiglio di amministrazione del Crepa, una delle più grandi banche patrie, a fianco del discusso cavalier Forco, di cui è pupillo.
Stefano Benni, Achille Piè Veloce, 2003

 

BUONGIORNO!

 

 

let-us-now-praise
Walker Evans

“E’ un bravo ragazzo”, disse Slim. “Non c’è bisogno di troppo cervello per essere un bravo ragazzo. Qualche volta mi pare anzi che il cervello faccia l’effetto opposto. Prendete uno che sia davvero in gamba, è difficile che sia una brava persona.”

 

John Steinbeck, Uomini e Topi

 

AL CINEMA! Old Man and the Gun

The Old Man and the Gun, David Lowery, 2018

Sotto la regia di David Lowery, Robert Redford (Forrest Tucker), Sissy Spacek (Jewel, Forrest’s love affair), Casey Afflek (dectective Hunt) cantano la ballata lieve del rapinatore gentile.

Forrest Tucker è un criminale, non ci sono dubbi, capeggiando la sua banda di nonnetti (the over the hill gang), tra cui un magnifico Tom Waits, perfetto per la parte, che ci regala un indimenticabile cammeo, vive di rapine, studiate nei minimi dettagli. Le mettono a segno senza violenza, non tirano mai fuori la pistola, e tutto quello che rimane impresso nelle “vittime” è che il rapinatore sorrideva ed era gentile.

Alle sue calcagna il detective John Hunt che nonostante abbia tutti contro, non molla la presa sino ad avere ragione.

“Questa storia, fra l’altro, è quasi del tutto vera”. E chi non ricorda, corra a ripassare!

La colonna sonora sembra scritta per le rughe di Redford, che coprono una buona fetta della storia dell’America al cinema.

Redford riesce a essere bello e sexy anche a 80 anni suonati!

Insomma, se non l’avete ancora visto, andateci di corsa.

 

 

CONDIZIONE UMANA ovvero riflessioni a una mostra di HORVAT

 

Condizione umana
Soldati Neghev -> Kertész

Tempo sospeso
Eclissi in Francia e davanti a Central Park -> Alex Webb
Palazzo in attesa demolizione – Walker Evans
Lezioni di ginnastica mattutina – ancora Kertész

Voyeur – uomo nero – Evans e l metro Kertész
Voyeurismo come senso di colpa ma non peso, semplice pizzicore

Metafore: sostanza della pubblicità che è figlia mercenaria della poesia
Metafora della incomunicabilità i due con la mascherina

Dell’assenza, le sdraio al vento, sempre Kertész
Kheddah la cattura degli elefanti come Sarah Moon o Joel Sternfeld

Vere somiglianze
Nel senso di assomigliare a se stessi
Casorati Degas Velasquez Ingres Rubens donne fotografate come loro le avrebbero ritratte

Collezionare miracoli: fotografie come miracoli di incontro di momenti perfetti che non potranno più ripetersi
Irvin Penn Dorian Leigh Maurice Tiller 1946 NYC – ecco Shreck!

Uno
essere unici. essere soli
Una quercia
Un noce
Una modella
Un piccione bianco in piazza san Marco
Un cane solo
Un ciclista sotto la pioggia

Due
L’amore. Uno ha trovato un altro uno.
Come gli occhi
Le orecchie
Le braccia …
Due uomini – Due sigarette – Due cani

Un uomo e una donna in stazione
Due querce
Due bagnanti
Due emu
Due cani
Una elefantessa e uno il suo cucciolo

Molti
Gli altri. E raramente quelli di cui faccio parte.
Molte a un concorso di bellezza
Molti su un tram che straripa
Molti culi nudi
Molti sotto la pioggia – Pochi con l’ombrello

Ti fa pensare a …
I rimandi, le assonanze
Una bambola rotta in una scatola
Due galeotti ma sono attacchini di manifesti!
Brancusi …
Molti in un vagone della Metro all’ora di punta

Cose
Quelle immobili fotografate con tutto l’agio che contraddicono la poesia della fotografia dell’istante decisivo

Le scarpe a Milano
All’accademia militare del Cairo -> sembra Chaplin

Da occhio a occhio
Guardarsi in viso fotografo e fotografato e preferire non scattare
Un’illusione di invisibilità che gli corrisponde più che una prova di presenza

La vera donna
Modelle in atteggiamenti inconsueti a volte provocati a volte rubati
Le Modelle -> il contrario di sua madre
Avicenna. Freud!
Belle ma artificiali sia per trucco e parrucco, sie per le mossette stereotipate
Imponeva di smetterla e loro si incazzavano
Voleva innamorarsene prima di fotografarle

Fuori luogo
Non tutto è sempre necessariamente al suo posto
E per quello c’è la fotografia
Trocadero: La decollété attraverso il cui arco si vede un uomo e tra le gambe della modella la Tour Eiffel

La ragazza nel baule

Un ombelico nudo e un po’ di pancetta
Una donna e un uomo in abiti eleganti guardano sotto la macchina

Foto stupide
Le sue preferite, quelle che fanno ridere
Quando fotografa qualcosa che lo colpisce senza rendersene conto o se ne era reso conto senza accorgersene

Autoritratti
Legittimi quanto la masturbazione: disponi di un modello docile sempre disponibile che conosci bene non vedi l’immagine inverti dx e sx