BUONGIORNO!

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Raymond Peynet, Les Amoureaux

… il peso del sogno che porto si fa sentire.

“Dove arriva lei, in genere? Direttamente nel letto o sotto la doccia?”

“In genere, non arrivo proprio.”

Cerco di ricordare il corso di stregoneria rosa di Méliès.

‘Mostrati per quello che sei, falla ridere o piangere, ma fa finta di voler diventare suo amico. Interessati a lei, non solo al suo sedere. Ti dovrebbe riuscire, dato che non ti preoccupi solo di quello. Non si freme così a lungo per qualcuno solo se pensiamo al suo sedere, giusto?’

E’ tutto vero, ma ora che l’ho visto in movimento, penso parecchio anche a quello, il che scompiglia ancor di più le carte.

“Non era lei a fare un tic tac infernale durante il concerto? Mi sembra di riconoscerla …”

“Riconoscermi?”

“Insomma, cosa vuole da me?”

“Vorrei regalarle una cosa. Non sono fiori e nemmeno cioccolatini …”

“E cosa sarebbe allora?”

Tiro fuori un mazzo di occhiali dallo zaino, glieli tendo concentrandomi per non tremare. Tremo lo stesso, il mazzo tintinna.

Fa una smorfia da bambola imbronciata. In quell’espressione possono nascondersi il sorriso o la collera, non so per quale propendere. Il mazzo è pesante, fra poco mi verrà un crampo e sto sfiorando il ridicolo.

“Che cos’è?”

“Un mazzo di occhiali.”

“Non sono i miei fiori preferiti.”

Ai confini del mondo, da qualche parte fra il mento e la piega delle labbra, si disegna un sorriso.

Mathias Malzieu, La meccanica del cuore

 

BUONGIORNO!

L'OMBRA

L’errore fotografico – L’ombra, Teresa Zanetti, 2017

 

Il fallimento rappresenta dunque un problema. Ed è per questo che ci interessa. Nel suo La formazione dello spirito scientifico, Gaston Bachelard dimostra a ragione che “è in forma di ostacoli che bisogna porre il problema della conoscenza scientifica”. DI solito, con un ostacolo ci si scontra, è ciò che intralcia l’avanzamento della comprensione. Per Bachelard, al contrario, esso può dimostrarsi un prezioso indicatore dei processi in atto nell’esperienza cognitiva. La conoscenza è “una luce che proietta sempre ombre da qualche parte”, ed è percepibili soprattutto grazie a queste. Le ipotesi di Bachelard, largamente confortate dalla psicologia cognitivista o dalle ricerche psicoanalitiche sui lapsus e gli atti mancati, hanno mostrato che esisteva una forma di conoscenza per errore, orientata verso le ombre e gli ostacoli. E’ questo il modello epistemolomogico su cui si basa il nostro saggio. Che scommette su quanto segue: è nelle sue ombre, nei suoi scatti errati, nei suoi accidenti e nei suoi lapsus che la fotografia si svela e meglio si lascia analizzare; scommette insomma sull’errore fotografico come strumento cognitivo.

Clément Chéroux, L’errore Fotografico

 

BUONGIORNO!

le_rose

Le rose, Teresa Zanetti, 2017

 

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
(Pablo Neruda)

BUONGIORNO!

unadiscesanelmaelstrom

Clara Ravaglia 2017 – Una discesa nel Maelstrom

Le nostre parole sono spesso prive di significato. Ciò accade perché le abbiamo consumate, estenuate, svuotate con un uso eccessivo e soprattutto inconsapevole. Le abbiamo rese bozzoli vuoti. Per raccontare, dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle.

Nei nostri seminari chiamiamo ‘manomissione’ questa operazione di rottura e ricostruzione. La parola manomissione ha due significati, in apparenza molto diversi. Nel primo significato essa è sinonimo di alterazione, violazione danneggiamento. Nel secondo, che discende direttamente dall’antico diritto romano (manomissione era la cerimonia con cui uno schiavo veniva liberato), essa è sinonimo di liberazione, riscatto, emancipazione.

La manomissione delle parole include entrambi questi significati. Noi facciamo a pezzi le parole (le manomettiamo nel senso di alterarle, violarle) e poi le rimontiamo (le manomettiamo nel senso di liberarle dai vincoli delle convenzioni verbali e dei non significati).

Solo dopo la manomissione, possiamo usare le nostre parole per raccontare storie”

Gianrico Carofiglio, La manomissione delle parole

 

AL CINEMA! The Party

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The Party – Sally Potter, 2017

Commedia che si sviluppa attorno a una tragedia. Acida e very British, in cui niente è come sembra e tutto è come si vuole.

Un’autentica pièce teatrale, con tanto di convitato di pietra.

Alla sua festa (il titolo gioca sul doppio senso della parola “party”, che è insieme “festa” e “partito politico”) per la nomina a ministro della sanità del governo ombra britannico (e già questo la dice lunga sul tono della serata), Janet invita esclusivamente gli amici più intimi, quelli di più antica data.

Arrivano alla spicciolata in una serata tiepida che pare di primavera o di fine estate.

Ma la dolcezza del clima non accompagna la buona riuscita del party: Bill, il marito di Janet fa due rivelazioni, cui seguono quelle di tutti gli altri ospiti che si sentono autorizzati anche loro a parlare. E ciò che hanno da dire non piace a chi lo deve ascoltare.

Finale con sorpresa.

Il tutto condito con un b/n d’altri tempi, talmente ricco di tonalità, da far dimenticare il colore.

I titoli di coda scorrono su uno dei più amati tanghi di Osvaldo Pugliese, omaggio alla pasion tanguera di Potter