al cinema! Mark Anthony Green, Opus. Venera la tua stella.

Alfred Moretti (un pazzesco John Malkovich che ha persino mutato la sua voce – quando conosco la lingua cerco di vedere i film in versione originale) è un’icona, un cantante mitico e mitizzato che dopo trent’anni di silenzio decide di ritornare sulle scene con un nuovo incredibile lavoro. Per il lancio del disco organizza un soggiorno di una settimana presso la sua tenuta nello Utah per cinque tra famosi giornalisti, presentatori e fotografi con cui ha dei conti in sospeso a cui aggiunge Ariel, una giovane giornalista apparentemente del tutto fuori contesto. Al loro arrivo alla tenuta i “fortunati vincitori” (mi sono ritrovata a pensare alla Fabbrica di Cioccolato!) vengono privati dei loro telefoni, tablet e computer e a ciascuno di loro viene assegnato un “concierge”, una sorta di assistente tuttofare che si rivelerà una guardia carceraria che controlla, guida e riferisce ogni mossa di ciascuno. Mentre i cinque famosi sono entusiasti di tutto quanto accade alla tenuta, Ariel (a ragione) diffida e inizia a indagare (come ogni buon giornalista dovrebbe fare) sui misteri del luogo e dei suoi abitanti, la setta dei “Levelists”, adoratori del grande cantante e cercatori della verità assoluta. Inquietante (e evocativa di tutto quanto accadrà in seguito) la scena della prima cena alla tenuta dove un grosso pezzo di cibo viene fatto girare di mano in mano e ciascuno deve staccarne un morso prima di passarlo a un altro commensale.
Un film disturbante, molto ben fatto e recitato, ma che non andrei a rivedere.

al cinema! Robert Guédiguian, La Gazza Ladra

Maria cucina e aiuta in casa gli anziani soli. M.eur Moreau è anziano e solo e sulla sedia a rotelle.
Bruno gioca a carte e perde i soldi. Gaby ha una vecchia motocicletta che solo Bruno sa aggiustare.
Jennifer è cassiera, Kevin autotrasportatore, Nicolas ha un autentico talento per il pianoforte. Laurent e Audrey sono sposati e gestiscono insieme un’agenzia immobiliare. M.me Kalbiak aspetta il suo André che non è più tornato dalla guerra e René, suo marito, la accompagna al treno per vedere se questa volta André arriva. Poi Laurent si innamora di Jennifer, Bruno vince al gioco, Maria finisce nei pasticci, Nicolas perde il suo pianoforte… Sullo sfondo Marsiglia e l’Estaque e il sole e la primavera che si avvia verso l’estate.

II

...Ci siam volute bene?
Non so dirlo davvero.
Ho avuto anche
momenti in cui ti ho odiata.
Ma in fondo credo che mi rispettassi,
quel tipo di rispetto del nemico
che riconosci avere anche dei pregi.
E io lo stesso.
Però ero io quella che tu volevi affianco
quando il terrore
ti attanagliava il fiato
e ti guardavi attorno
sentendoti braccata
da non so quali mostri
coi quali coabitavi
da quando il mondo attorno
ti si era ribaltato
e non trovavi più un appiglio
ai tuoi pensieri.
Pensieri che saltavano di senso
e non correvan più dritti alla meta
e un cane un cuoco un cece
o un corno
volevan tutti dir la stessa cosa.
Ed ero io la sola
di cui sapevi ancora il nome
quella che ancora salutavi
dicendo "ciao Teresa!"
appena la mia voce risuonava
nell'ingresso
quando rientravo a casa
dalla spesa
il sabato mattina
a ora di pranzo...

I

Cercarti
in questa enorme casa vuota
dove nemmeno l'aria più si muove
e anche la polvere non vola
e resta immota posata sopra
i mobili, i ninnoli ed i quadri
e fa le cose antiche
anche quando non lo sono.
Il freddo ci separa
e clocca il tempo
ancora per un poco
sugli orologi antichi
da caricare a mano
finché si esaurirà la forza della molla
mi sembra di sentirti per le stanze
andare con il passo strascicato
e il viso perso
di chi non sa dove fermare gli occhi
e il mondo ha smesso di capirlo
ormai da anni.
Che cosa abbiamo fatto?
Mi chiedo a cosa
son serviti i tanti giorni
che mese dopo mese
che anno dopo anno
ti ho donato.
Ci siamo forse arresi
troppo presto? O abbiam sbagliato
a insistere lo stesso?
quando era chiaro sin dall'incomincio
e il medico diceva
che non sapeva più nemmeno lui
come curarti.
Ti cerco negli oggetti e nelle foto
nel modo in cui tenevi i tuoi cassetti
cosa sognavi quand'eri
ancora solo una bambina
e gli occhi tuoi strizzavi
nel sole dell'estate
ed arricciavi il naso e forse sorridevi?
O in quell'istante in cui
col bimbo in braccio
tu guardavi altrove
che cosa ti chiedevi
così perplessa
col tuo sguardo arcano?
O ancora il giorno delle nozze
che vita ti aspettavi?
mentre gli amici ti facevan girotondo
alla fine della festa
e tu ridevi
ma come se non fossi certa
oppure col sospetto
che non lo meritassi...