Naufraghi metropolitani

Cortázar a media voz

Y vos, de que lado estás?
Sos Fama o Cronopio?
Por eso nunca
hablo. Y mis trenes están todos
un poco antes
de la demora que acaban de anunciar.
Mi música es un jazz
cantado en rumano.
Y vos y yo solo somos utopías
gitanas en el viento que (nos) muda.
Cortázar sottovoce

Ma tu da che parte stai?
Sei Fama o Cronopio?
Ecco perché non parlo
mai. E i miei treni sono tutti
un poco in anticipo,
sul ritardo appena annunciato.
La mia musica è un jazz,
cantato in Romeno.
E tu e io siamo solo utopie
zingare nel vento che (ci) cambia.

naufraghi metropolitani

Io me lo ricordo il giorno che ho cercato una via d’uscita, dalla finestra.

Mi ricordo quando mi avete fermata appena in tempo.

Mi avete coperta, perché volevo uscire nuda, così come sono entrata in questo spaziotempochenonmiriconoscopiù.

Mi ricordo il terrore nei vostri occhi. Anzi, no. Non il terrore.

L’orrore.

Vi orrorizzavo.

Vedermi nuda vi orrorizzava.

Vedermi davanti alla finestra spalancata, davanti all’aria di gennaio, davanti alle mie idee impazzite finalmente rischiarate, vi orrorizzava.

Io me li ricordo, i camici bianchi e “signora, vengaestiatranquilla, cheandràtuttobene”. E mi ricordo il mio respiro affannato, perché non andràtuttobene. Andrà tutto come deve andare. Che è già diverso. E io volevo uscire dalla finestra.

Io volevo liberarmi. Librarmi. Liberabrarmi. Ecco.

Così, nell’aria fredda di gennaio. Ecco. Volevo la leggerezza, volevo. Io.

E loro “venga,nonfacciacosì”.

Ma io voglio fare così. Vogliopropriofarecosì. Perché non voglio quest’angoscia, questi mostri che mi occupano la mente ogni momento, anche quando dormo e non mi danno tregua. E questa fame d’aria che mi attanaglia il petto.

Io me lo ricordo il dottorino giovane, tanto costernato e sussiegoso che vi spiegava sottovoce “È psicosi. Una psicosi delirante, piuttosto grave, perché la ideazione è di rovina …”.

Io me li ricordo, i vostri occhi orrorificati, orrorizati, orrororosi dall’idea stessa della pazzia e chiedevate checosasipuòfare?.

E ve lo dico io checosasipotevafare.

Potevate lasciarmi uscire. L’aria era fredda, l’aria fredda di Torino a gennaio, quando è inverno e improvvisamente soffia il vento e le montagne scintillano di neve al fondo di corso Vittorio e sembra quasi che possa essere caldo ma invecel’ariaèdicristallo e esplode in milleminuscolescheggeghiacciate.

Io me lo ricordo, quel giorno.

E ora sono qui. In questo pozzo dove il sole non arriva mai e le ore sono un fiume fangoso scandito da un orologio bianco, che clocca a ogni scatto e ogniscattorimbombanella mia testa, nella mia cassa toracica che sembra la cassa armonica di un violino scordato. Perché si è dimenticato di se stesso. E tutte queste pasticche che mi tolgono l’orizzonte e tutte le voglie e mi danno questa calma piatta che si sente benissimo che non è vera. E mi costringete a vivere in questa palude, immersa in una melma che impaccia ogni movimento. E intanto l’ansiac’èsemprelostesso. Edètuttointantosemprelostesso.

Mentre, io me lo ricordo, volevo solo uscire, nell’aria fredda.

naufraghi metropolitani

Poema de l'amor que llega

Y todos mis caminos
Me llevan en tus
Huellas.

Y todas mis miradas
Están adentro tus
Ojos.

Y todo esto frío.
Esto oscuro.
Esta nada.
Poesia dell'amor che arriva

E tutte le mie strade
Mi portano nelle tue
Impronte.

E tutti i miei sguardi
Sono dentro ai tuoi
Occhi.

E tutto questo freddo.
Questo buio.
Questo niente.

naufraghi metropolitani

Con due panini e due albicocche nel cestino, volo nel sole tiepido della sera.
Hai appena un'ora di tempo da condividere con me, rubata a un giorno nero di malattia e fatiche.
Un regalo inaspettato.

Ti intravedo sul muretto, sotto la pergola all'angolo, coi tuoi vestiti chiari e un cappello di paglia.
E accelero il passo per abbracciarti prima.
E ti scusi, per il sudore di una giornata iniziata troppo presto. Anche se, ora che me lo fai notare, mi rendo conto che non mi dà fastidio.

Gli alberi sono una festa di passeri e fiori mentre mi racconti il tuo domani, guardando lontano come se già lo vedessi.

Poi ti commuovi al pensiero dei miei panini al prosciutto e le albicocche sono il tuo frutto preferito.

E ridiamo scoprendoci le scarpe uguali, granata le tue, le mie bianche. Di migliaia di passi, le tue sbiadite, sporche le mie. 

naufraghi metropolitani

Poema de l'amor pampero

Roca sos. Y musgo. 
De viento y arrugas
sobre la piel del mundo
sobre la piel de los ojos.

Sonrisa de sol, sos
y estrellas australes.
Clavado en el corazon
de la nada. Estás.

Inmòvil. Principio
y fin de mis pensamientos.
Poesia dell'amor pampero

Roccia sei. E muschio. 
Di vento e rughe
sulla pelle del mondo
sulla pelle degli occhi.

Sorriso di sole, sei
e stelle australi.
Confitto nel cuore
del nulla. Stai. 

Immobile. Principio
e fine dei miei pensieri.