BUONGIORNO!

spazzatura creativa
Arman, Accumulazioni – Poubelle d’Atelier

Usando un cacciavite e un martello, distrusse la serratura ed entrò nell’appartamento. Poi avvolse la mazza in un asciugamano e, facendo attenzione a non fare troppo rumore, colpì e distrusse tutto ciò che si trovava nell’alloggio. Tutte le cose che si potevano distruggere le fece a pezzi, senza risparmiare nulla: dal televisore al lume, dall’orologio ai dischi, dal tostapane al vaso di fiori. COn le forbici recise il filo del telefono. Ai libri stacco il dorso e li fece a pezzi, svuotò dentifricio e crema da barba spargendoli sul tappeto. Sul letto versò della salsa. Fece a brandelli i quaderni che erano nei cassetti. Spezzò penne e matite. Ruppe tutte le lampadine. Con il coltello lacerò tende e cuscini. Con le forbici tagliò le camicie che erano nell’armadio. I cassetti che contenevano mutande e calzini li imbrattò completamente di ketchup. Stacco il fusibile dal frigorifero e lo gettò dalla finestra. Staccò il galleggiante dallo sciacquone del gabinetto e lo distrusse. Ruppe pure la cipolla della doccia. La devastazione fu meticolosa e completa.

 

Murakami Haruki, IQ84, 2009

 

Al cinema!

Prendiamo un bellissimo di Hollywood. Magari di origini scandinave (attenti all’accento!). Facciamogli mettere su una trentina di chili e … Diciamogli di interpretare un Italiano a Brooklyn sul principio degli anni ’60 (del Novecento). Una di quelle facce da schiaffi. Uno che per sbarcare il lunario fa l’autista della nettezza urbana, il buttafuori nei locali notturni gestiti da altri Italiani a Brooklyn, lo scaricatore al mercato … Una canaglia, insomma, ma sveglio, di buon cuore e sempre pronto a toglierti le castagne dal fuoco, quando ce n’è bisogno.

Prendiamo poi un musicista coltissimo, raffinatissimo, ricchissimo che ha bisogno di un autista che lo accompagni lungo una tournée di otto settimane da ottobre alla vigilia di Natale. Dimenticavo di dire che il musicista è nero (cioè “negro”, perché siamo ancora negli anni ’60, del Novecento, in America).

Prendiamo, da ultimo, l’America profonda. Quegli Stati Uniti del Sud, dal Missouri all’Alabama,senza dimenticare la Louisiana, in cui essere neri negli anni ’60 del Novecento era ancora una sfida. In cui la segregazione razziale era una realtà quotidiana. In cui era impensabile che un nero fosse ricco, colto e raffinato e per di più avesse un autista bianco.

Ecco. Gli ingredienti ci sono tutti. Quindi agitateli (non mescolateli!) on the road, a bordo di una Cadillac verde acqua, in un viaggio coraggioso alla ricerca ognuno di se stesso e del proprio posto nel mondo.

E soprattutto non fatevi sfuggire questo film bello, intelligente e divertente, che fa ridere il cervello e non la pancia.

BUONGIORNO!

borgia

Cesare Borgia – Il Valentino, ignoto lombardo

DE’ PRINCIPATI MISTI

Ma nel principato nuovo consistono le difficultà. E prima, se non è tutto nuovo, ma come membro (che si può chiamare tutto insieme quasi misto), le variazioni sua nascono in prima da una naturale difficultà, quale è in tutti i principati nuovi: le quali sono che li uomini mutano volentieri signore, credendo migliorare; e questa credenza gli fa pigliare l’arme contro a quello; di che è s’ingannono, perché veggono poi per esperienza avere peggiorato. Il che depende da una altra necessità naturale e ordinaria, quali fa che sempre bisogni offendere quelli di chi si divente nuovo principe e con gente d’arme e con infinite altre iniurie che si tira dietro el nuovo acquisto; in modo che tu hai inimici tutti quelli che hai offesi in occupare quello principato, e non ti puoi mantenere amici quelli che vi ti hanno messo, per non li potere satisfare in quel modo che si erano presupposto, e per non potere tu usare contro a di loro medicine forti, sendo loro obligato; perché sempre ancora che uno sia fortissimo in su gli eserciti, ha bisogno del favore de’ provinciali a entrare in una provincia.

Niccolò Machiavelli, Il Principe

San Valentino all’ultimo minuto!

Per una volta, per una soltanto, fateci ridere, teneteci allegre!

Non c’è nulla di meglio di un uomo che sappia prenderci in giro con amore, facendoci credere che tutti i nostri difetti ai suoi occhi non siano altro che bizzarrie che ci rendono ancora più amabili!

Regalateci una serata spensierata. Magari una passeggiata senza meta (se poi abitiamo in una città col fiume o il lungomare, meglio ancora!). A parlare di nulla. A fare i cretini, come quando ci ronzavamo attorno e ancora non sapevamo se il futuro ci avrebbe riservato qualcosa insieme.

Sorprendeteci! Magari prendetevi due ore libere e preparateci una torta (o una cena intera! non vi diremo certo di no!).

Ma per favore, per una volta, non quel “mazzolino” di fiori stantio. Non il “ristorantino pieno di altre coppie tutte uguali a noi. Non la “seratina” con le “candeline” e “petalini” di rosa sparsi ovunque, con la speranza di una “scopatina” (che è sempre più che “tristina“), tanto perché si deve. E lo richiede il cliché.

Non sto scherzando!

Solo un uomo poteva essere così sciocco da credere che la bella faccia di Cristiano piacesse a Rossana più del bel cervello di Cirano!

BUONGIORNO!

André Kertész, Soldati, 1915-1918

Ritornavo d’autunno, gli alberi erano spogli e le strade fangose. Da Udine andai a Gorizia su un camion sorpassando altri camion mentre guardavo l a campagna. I gelsi erano nudi sulla distesa bruna dei campi, foglie morte e bagnate stavano sulla strada dove uomini lavoravano a spianare le carreggiate con pietre tolte da mucchi di brecciame, ai lati, fra gli alberi. Vidi apparire Gorizia nella nebbia che nascondeva i corpi delle montagne, attraversammo il fiume e vidi che era alto per la pioggia caudta sui monti. Passammo i cascinali e poi vennero le case e le ville, molte altre case in città erano state colpite. In una via stretta sorpassammo un’ambulanza della Croce Rossa inglese. Il viso del conducente era sottile e abbronzato sotto il berretto. Non lo conoscevo.

Ernest Hemingway, Addio alle armi