buongiorno!

Tea Zanetti, Gennaio 2022

L’iki insomma ha origine nel mondo della prostituzione (kugai), dove «i corpi vengono travolti dalla corrente e non riescono a tenersi a galla». La «rinuncia», e quindi anche la «noncuranza», implicite nell’iki rappresentano la perfetta sprezzatura dell’anima che si è affinata attraversando la gelida spietatezza del mondo instabile, e il distacco di quest’anima che, con eleganza e senza rimpianti, si è affrancata dall’infondato attaccamento alla realtà. Ed è appunto questo ciò che lascia intendere il detto «Sballottato dalla vita, lo zotico diventa iki». Ma quando dietro un sorriso leggiadro e seducente si sarà scorta la traccia quasi che la impercettibile di lacrime cocenti e sincere, solo allora si sarà riusciti a comprendere la verità dell’iki. È probabile

L’iki insomma ha origine nel mondo della prostituzione (kugai), dove «i corpi vengono travolti dalla corrente e non riescono a tenersi a galla». La «rinuncia», e quindi anche la «noncuranza», implicite nell’iki rappresentano la perfetta sprezzatura dell’anima che si è affinata attraversando la gelida spietatezza del mondo instabile, e il distacco di quest’anima che, con eleganza e senza rimpianti, si è affrancata dall’infondato attaccamento alla realtà. Ed è appunto questo ciò che lascia intendere il detto «Sballottato dalla vita, lo zotico diventa iki». Ma quando dietro un sorriso leggiadro e seducente si sarà scorta la traccia quasi che la impercettibile di lacrime cocenti e sincere, solo allora si sarà riusciti a comprendere la verità dell’iki. È probabile che la «rinuncia» insita nell’iki sia lo stato d’animo prodotto dalla decadenza ormai al suo apice.

Kuki Shūzō, La struttura dell’iki

Propositi di inizio anno

La dissonanza nel bello.

La nota che esce dal coro e si fa strada in mezzo alle altre.
Quel piccolo difetto che rende più umana la bellezza, privandola della perfezione canonica,
per proiettarla oltre quello che ci si aspetta.
La sorpresa, l’inatteso, in sostanza.
L’estetica di richiamo.
La banalità della perfezione.
Il tramonto dai colori drammatici, la bonona mozzafiato,
il micetto tenero tenero tenero e l’altrettanto tenero tenero tenero suo padroncino …
Quello che fa dire a tutti “oooooh” e subito dopo si fa dimenticare,
cadendo nell’omogeneizzato della cultura imperante,
in cui tutto si confonde, affondando nella stessa melassa.
Grande coerenza.
Di portare avanti discorsi inusuali, impopolari, anche.
Di seguire la propria strada, nonostante tutto e tutti.

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