buongiorno!

Tea Zanetti, Gennaio 2022

L’iki insomma ha origine nel mondo della prostituzione (kugai), dove «i corpi vengono travolti dalla corrente e non riescono a tenersi a galla». La «rinuncia», e quindi anche la «noncuranza», implicite nell’iki rappresentano la perfetta sprezzatura dell’anima che si è affinata attraversando la gelida spietatezza del mondo instabile, e il distacco di quest’anima che, con eleganza e senza rimpianti, si è affrancata dall’infondato attaccamento alla realtà. Ed è appunto questo ciò che lascia intendere il detto «Sballottato dalla vita, lo zotico diventa iki». Ma quando dietro un sorriso leggiadro e seducente si sarà scorta la traccia quasi che la impercettibile di lacrime cocenti e sincere, solo allora si sarà riusciti a comprendere la verità dell’iki. È probabile

L’iki insomma ha origine nel mondo della prostituzione (kugai), dove «i corpi vengono travolti dalla corrente e non riescono a tenersi a galla». La «rinuncia», e quindi anche la «noncuranza», implicite nell’iki rappresentano la perfetta sprezzatura dell’anima che si è affinata attraversando la gelida spietatezza del mondo instabile, e il distacco di quest’anima che, con eleganza e senza rimpianti, si è affrancata dall’infondato attaccamento alla realtà. Ed è appunto questo ciò che lascia intendere il detto «Sballottato dalla vita, lo zotico diventa iki». Ma quando dietro un sorriso leggiadro e seducente si sarà scorta la traccia quasi che la impercettibile di lacrime cocenti e sincere, solo allora si sarà riusciti a comprendere la verità dell’iki. È probabile che la «rinuncia» insita nell’iki sia lo stato d’animo prodotto dalla decadenza ormai al suo apice.

Kuki Shūzō, La struttura dell’iki

buongiorno!

Tea Zanetti, Gennaio 2022

… dell’esperienza del significato di un gusto. Il «gusto» comincia innanzitutto dal «gustare» in quanto esperienza. Letteralmente noi «proviamo un gusto». Poi, in base al gusto percepito, pronunciamo un giudizio di valore. Ma sono piuttosto rari i casi in cui la percezione gustativa è puramente tale. La «cosa che ha sapore» suggerisce, oltre al sapore stesso una specie di aroma che si avverte con l’olfatto. Lascia presagire un profumo impercettibile e difficile da afferrare. Ma non basta: spesso vi si aggiunge anche il tatto. Nel gusto è implicita la «sensazione tattile» della lingua. E la sensazione tattile tocca la corda dell’anima ed è un moto ineffabile. Questi sensi: gusto, olfatto e tatto, costituiscono «l’esperienza» nel suo significato originario. Le cosiddette facoltà sensoriali superiori – vista e udito – si sviluppano come sensi della distanza e, distinguendo le cose da sé, danno loro una collocazione oggettiva rispetto al sé.

Kuki Shūzō, La struttura dell’iki

buongiorno!

Tea Zanetti, Gennaio 2022

Lo avrebbero chiamato Shūzō, nome che significa «che forma un cerchio», ma che in congiunzione con il cognome Kuki, scritto con gli ideogrammi «nove» e «diavoli», scatena inevitabilmente un sabba. E suggerisce una forma al destino.

Giovanna Baccini, Una grazia inflessibile