Il ritratto del duca

Roger Michell, 2020

Un film piacevole e garbato che, con divertito affetto, traccia un affresco della piccolissima borghesia inglese degli anni Sessanta del Novecento, tra istanze di normalità e la voglia di cambiamento e riscatto insieme al vento di una società più giusta.

E non crediamo che i conservatori siano i ricchi e i più poveri vogliano tutti essere progressisti.

Forse questa pellicola rappresenta la più precisa descrizione di che cosa significhi essere famas e cronopios, non tanto secondo Cortázar che li inventò, quanto secondo Calvino (Italo) che li studiò.

AL CINEMA! Ella&John

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Ella&John – The leisure seeker – Paolo Virzì, 2018

 

Ella ha un cancro allo stadio terminale.

John un Alzheimer talmente grave che, a volte, gli fa persino dimenticare di essere uno smemorato.

Anziani e malati. Potrebbe essere il preludio per una storia tragica.

E invece Virzì, con la delicatezza, lo sguardo attento e la leggerezza nella narrazione che da sempre lo contraddistinguono e soprattutto senza mai cedere alla tentazione del lacrimevole, ci regala una riflessione lieve e, per quanto incredibile possa sembrare, persino allegra sulla libertà e sul coraggio di affrontare la malattia e la vecchiaia e infine la morte.

Helen Mirren e Donald Sutherland sono due nonni on the road. A bordo del “CercaSvago”, il camper che li ha visti giovani hippy negli anni Settanta, prima in coppia e poi con i figli, e che si trasforma nella loro casa, si mettono in viaggio verso Sud, per visitare finalmente la casa di Hemingway in Florida, desiderio mai sino ad allora realizzato di John, professore di letteratura.

E in sottofondo Janis Joplin canta “Me and Bobby McGee” e ci spiega che libertà è solo un altro modo di dire che non c’è niente da perdere.