Meringhe

Meringhe 19 aprile 2022. Ennesimo esperimento. Le meringhe. Maledette. Sembrano così semplici. Ma non bisogna lasciarsi ingannare da tanta effimera apparenza. Sono infingarde, le meringhe. Richiedono dedizione, le meringhe. Anzi, devozione. Il pericolo maggiore è che, le meringhe, una volta cotte (no, non cotte, ASCIUGATE ! Come ben spiegano tutti i manuali di cucina, sacerdoti indiscussi del tempio di Baal, depositari assoluti della scienza chimica per eccellenza) … Dicevo che, una volta cotte, le meringhe, il rischio è che si affondino i denti in un impasto colloso e biancastro che appiccica e inesorabilmente impiastra tutta la bocca, costringendo a smorfie inenarrabili nel tentativo, che per quanto prolungato si rivelerà comunque vano, di liberarsene!

Comunque oggi la ricetta è questa 5albumi1bustadizuccherovanigliato3cucchiaicolmidizuccherozefiroqualchegocciadilimone1pizzicodisale.

E poi in forno NON VENTILATO a 80°. Per 3h. Perché le meringhe si devono ASCIUGARE, non cuocere.

Staremo a vedere …

Torino, 9 aprile, h. 5:28

Questo libro è dedicato a me.

Perché l’ho scritto per curarmi dal male della tua assenza. Dalla tua distanza.

E poi è anche dedicato a te.

Perché è nato dai tuoi silenzi. Vuoti che avevo bisogno di riempire di parole. Perché mi facevano male, come fa male un dente, quando duole.

E tutte queste parole sono diventate un fiume. Una colonna di formiche in movimento incessante, andata e ritorno dal loro nido sotterraneo, portano viveri e scorte per l’inverno, accompagnate dal canto delle cicale, che stordisce.

E se le metto tutte in fila, parole e formiche e pensieri e desideri e silenzi e assenze coprono tutta la distanza e arrivano fino a te ma poi ritornano.

Julio dei coniglietti

E insomma, questo bambino, ogni volta che sorride, tira fuori dalla bocca un uccellino. O un leprotto.

Così … Sorride e dalle sue labbra appena socchiuse si affaccia, timido, un animaletto. Resta un attimo lì, si guarda attorno curioso, prima a sinistra, poi a destra, come quando attraversi la strada e vuoi assicurarti che non arrivino macchine … e poi fa un balzo e via! Libero nell’aria …

E crescendo non è che le cose cambino.

Un mattino, ad esempio, giovane sposo, si sveglia. Guarda la sua giovane sposa, che ancora sta dormendo, tutta affondata tra il piumone e il cuscino, e le sorride. E dalla bocca si vede far capolino uno stormo intero di farfalle. Non esitano nemmeno un po’. Subito prendono il volo, tutte colorate.

Una sera, è a casa di amici e i bimbi sono tutti insonnoliti, ma hanno ancora voglia di stare svegli e però è davvero troppo tardi così lui li prende tra le sue lunghe braccia di gigante e li mette a letto e mentre li osserva e sorride, uno dopo l’altro, si catapultano dal suo sorriso tutti questi coniglietti saltellanti, che in men che non si dica riempiono la camera dei bambini e i bambini di meraviglia. E quando sono tutti belli meravigliati, poi, si addormentano. Finalmente.

Poi una notte guarda nel buio. È malato e stanco e quasi non vede più. Ma continua a sorridere ed ecco un cigno, bianchissimo. Resta in bilico sul labbro inferiore, giusto un istante, per far capire che è lì anche lui, e poi spalanca le ali, allunga il suo collo lungo, lungo, proprio un collo da cigno, e spicca il volo.