BUONGIORNO!

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Eugène Atget, Les Halles – Paris, 1910

 

Au milieu du grand silence, et dans le désert de l’avenue, les voitures de maraichers montaient vers Paris, avec les cahots rhythmés de leurs roues, dont les échos battaient les façades des maisons, endormies aux deux bords, derrière les lignes confuses des ormes. Un tombereau de choux et un tombereau de pois, au pont de Neuilly, s’étaient joints aux huit voitures de navets et de carottes qui descendaient de Nanterre; et les chevaux allaient tout seuls, le tête basse, de leur allure continue et paresseuse, que la montée ralentissait encore. En haut, sur la charge des légumes, allongés à plat ventre, couverts de leur limousine à petites raies noires et grises, les charretiers sommeillaient, les guides aux poignets …

 

 

BUONGIORNO!

spazzatura creativa
Arman, Accumulazioni – Poubelle d’Atelier

Usando un cacciavite e un martello, distrusse la serratura ed entrò nell’appartamento. Poi avvolse la mazza in un asciugamano e, facendo attenzione a non fare troppo rumore, colpì e distrusse tutto ciò che si trovava nell’alloggio. Tutte le cose che si potevano distruggere le fece a pezzi, senza risparmiare nulla: dal televisore al lume, dall’orologio ai dischi, dal tostapane al vaso di fiori. COn le forbici recise il filo del telefono. Ai libri stacco il dorso e li fece a pezzi, svuotò dentifricio e crema da barba spargendoli sul tappeto. Sul letto versò della salsa. Fece a brandelli i quaderni che erano nei cassetti. Spezzò penne e matite. Ruppe tutte le lampadine. Con il coltello lacerò tende e cuscini. Con le forbici tagliò le camicie che erano nell’armadio. I cassetti che contenevano mutande e calzini li imbrattò completamente di ketchup. Stacco il fusibile dal frigorifero e lo gettò dalla finestra. Staccò il galleggiante dallo sciacquone del gabinetto e lo distrusse. Ruppe pure la cipolla della doccia. La devastazione fu meticolosa e completa.

 

Murakami Haruki, IQ84, 2009

 

BUONGIORNO!

borgia

Cesare Borgia – Il Valentino, ignoto lombardo

 

DE’ PRINCIPATI MISTI

Ma nel principato nuovo consistono le difficultà. E prima, se non è tutto nuovo, ma come membro (che si può chiamare tutto insieme quasi misto), le variazioni sua nascono in prima da una naturale difficultà, quale è in tutti i principati nuovi: le quali sono che li uomini mutano volentieri signore, credendo migliorare; e questa credenza gli fa pigliare l’arme contro a quello; di che è s’ingannono, perché veggono poi per esperienza avere peggiorato. Il che depende da una altra necessità naturale e ordinaria, quali fa che sempre bisogni offendere quelli di chi si divente nuovo principe e con gente d’arme e con infinite altre iniurie che si tira dietro el nuovo acquisto; in modo che tu hai inimici tutti quelli che hai offesi in occupare quello principato, e non ti puoi mantenere amici quelli che vi ti hanno messo, per non li potere satisfare in quel modo che si erano presupposto, e per non potere tu usare contro a di loro medicine forti, sendo loro obligato; perché sempre ancora che uno sia fortissimo in su gli eserciti, ha bisogno del favore de’ provinciali a entrare in una provincia.

Niccolò Machiavelli, Il Principe

 

BUONGIORNO!

André Kertész, Soldati, 1915-1918

Ritornavo d’autunno, gli alberi erano spogli e le strade fangose. Da Udine andai a Gorizia su un camion sorpassando altri camion mentre guardavo l a campagna. I gelsi erano nudi sulla distesa bruna dei campi, foglie morte e bagnate stavano sulla strada dove uomini lavoravano a spianare le carreggiate con pietre tolte da mucchi di brecciame, ai lati, fra gli alberi. Vidi apparire Gorizia nella nebbia che nascondeva i corpi delle montagne, attraversammo il fiume e vidi che era alto per la pioggia caudta sui monti. Passammo i cascinali e poi vennero le case e le ville, molte altre case in città erano state colpite. In una via stretta sorpassammo un’ambulanza della Croce Rossa inglese. Il viso del conducente era sottile e abbronzato sotto il berretto. Non lo conoscevo.

Ernest Hemingway, Addio alle armi

 

BUONGIORNO!

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Frank Horvat, Soldati israeliani, Neghev – Israele, 1954

 

Alle dieci e quarantacinque tutto era finito. La città era occupata, i difensori abbattuti e la guerra finita. L’invasore s’era preparato per questa campagna con la stessa cura che per altre di maggior ampiezza.

Quella mattina di domenica, il postino e la guardia municipale erano andati a pesca sulla barca del signor Corell, il popolare negoziante. Egli aveva imprestato loro la sua snella barca a vela per tutta la giornata.