BUONGIORNO!

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Anne Geddes

 

Perché si chiamino crescioni e non tortelli di spinaci, vattelapesca. So che si lessano degli spinaci, secondo l’uso comune, cioè senz’acqua e, spremuti bene, si mettono, tagliati all’ingrosso, in umido, con un soffritto di olio, aglio, prezzemolo, sale e pepe; poi si aggraziano con un po’ di sapa e con uva secca, a cui siano stati levati gli acini. In mancanza della sapa e dell’uva secca, si supplisce con lo zucchero e l’uva passolina. Poi questi spinaci, così conditi, si chiudono nella pasta matta N. 153 intrisa con qualche goccia d’olio, tirata a sfoglia sottile e tagliata con un disco (…)

Questi dischi si piegano in due per far prender loro la forma di mezza luna, si stringe bene la piegatura e si friggono nell’olio. Servono come piatto di trasmesso.

Artusi, La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene

 

BUONGIORNO!

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Monroe, Richard Avedon

 

La busta che lei gli ha lasciato non contiene nessuna lettera, né un biglietto. C’è invece il ritaglio di una fotografia.

Dietro c’è scritto Ti ricordi? L’hai scattata tu, sei stato bravo. Ti lascio questa parte di me che ti fa paura. Non cercarmi, se puoi. Scusami.

Lì, dopo la parola scusami, che non significa niente, si è sentito morire. Gli è sembrato sulle prime che fosse una bugia, non poteva che essere una menzogna, un inganno bell’e buono, uno scherzo colossale e crudele. Poi ha pensato Non voglio saperne più niente, me la toglierò dalla testa, ho altro di cui occuparmi. Poi ha pensato Non riuscirò, a togliermela dalla testa. Ed è rimasto, più attonito che disperato, per un tempo che non saprebbe quantificare, con questo ritaglio di fotografia davanti agli occhi, come un santino nelle mani di chi sente di aver perso Dio.

Paolo di Paolo, Mandami tanta vita

 

AL CINEMA! Loro 2

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Loro 2, Paolo Sorrentino, 2018

 

Sorrentino non delude con il secondo capitolo del suo ambizioso progetto e, dopo l’abbuffata della prima parte, arriva alla resa dei conti. Senza infingimenti ci sbatte in faccia un modo di vivere che ha eletto il tradimento e l’opportunismo a sistema, le molte amanti; tutti gli amici, di cui si è servito e che ha scaricato senza troppi scrupoli una volta diventati scomodi; la “campagna acquisti” di parlamentari, servita per far cadere il governo Prodi; tutte le bugie raccontate negli anni …

Magistrale la scena iniziale in cui Servillo interpreta contemporaneamente due personaggi intenti in una animata discussione (l’attore non è nuovo a questo genere di prove, lo ricordo in “Viva la libertà”).

Ugo Pagliai eccezionale nella sua interpretazione di un malinconico, mesto e definitivamente abbandonato Mike Bongiorno.

Tra i soliti furbetti di contorno, qualcuno comincia a capire di aver sbagliato strada …

 

 

 

 

BUONGIORNO!

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Nan Goldin, 1980 circa

 

Trascorremmo questo periodo di nove anni, dal diciannovesimo al ventottesimo, cadendo e traendo in agguati, fra inganni subiti e attuati, in preda a diverse passioni, pubblicamente praticando l’insegnamento delle discipline cosiddette liberali, occultamente una religione spuria, superbi nel primo, superstiziosi nella seconda, vani in entrambi …

Agostino, Confessioni

 

BUONGIORNO!

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Le Cirque de la Lune, Teresa Zanetti, 2018

La festa consiste in una rappresentazione teatrale rievocativa dell’anno 1091, che però rovescia completamente la storia e il senso della storia stessa. Secondo questa rappresentazione, sarebbero stati gli Arabi a tentare la conquista di Sicilia e i Normanni a ricacciarli indietro. Vale a dire l’esatto contrario della realtà dei fatti. Probabilmente alla base della leggenda dev’esserci stata un’incursione di corsari saraceni spacciata per tentativo di re-conquista da parte degli Arabi. Insomma, non si capisce. In ogni caso, nel pieno della battaglia fra il condottiero maomettano Belcane e il cattolicissimo Conte Ruggero, a dirimere la questione si narra che intervenne personalmente lei, la tutt’altro che beata, e anzi bellicosissima, Vergine delle Milizie. Con un arbitro così di parte, Belcane ritirò la squadra e i cristiani vinsero facilmente a tavolino. Fine della (sacra) rappresentazione.

Roberto Alajmo, L’arte di annacarsi – un viaggio in Sicilia