BUONGIORNO!

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Dorothea Lange, 1936 circa

 

Gli storici ci informano che la società romana era una società immobile. Una maledetta oligarchia. Per tutta l’epoca repubblicana tutte le cariche più importanti sono state ininterrottamente appannaggio di pochissime famiglie. Dieci, quindici famiglie, sempre le stesse, che, per secoli, si sono spartite le stesse cariche: consolati, proconsolati, preture, propreture e questure.

Da qui deriva per esempio uno dei più frequenti errori di datazione in cui incorrono gli storici antichi: l’errore per consolati iterati (uno stesso console che rimaneva in carica per più anni); o l’errore per omonimia (o quasi omonimia) di consoli in carica. Un ulteriore indizio, a ogni buon conto, che il potere era sempre nelle stesse mani.

Quando qualcuno si candidava a una carica rilevante, e si apprestava a far campagna elettorale, a comprare a suon di denaro e di favori i voti che gli servivano, la domanda ricorrente era: di chi è figlio? O, come si esprime proprio Orazio: chi è questo qui? Da quale padre è nato?

Non si chiedevano, i Romani dell’epoca repubblicana, ma è capace? è bravo? ci sa fare? è competente? No. No, niente di tutto ciò. Bensì: da quale padre è nato? a quale famiglia appartiene?

Alessandro Banda, Il lamento dell’insegnante

 

BUONGIORNO!

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Laguna Beach, Louise Dahl-Wolf, 1940

 

Ma non c’è solo la vilegiante misteriosa, e altre più alla mano ed emiliane del piano di sotto, c’è il cinema all’aperto e il ballo, in quella villa; dentro ci sono bagni che sono bagni, mia cessi, col vater con la catena e manopola per tirar l’acqua (anche se non c’è l’acqua corénte che a Pàvana non c’è) e una sala bòna con spechi (mobili genovesi?), una bambola vestita da figlio della lupa e un’oleografia con Colombo che saluta prima della partenza per scoprire l’America. Vasi da fiori di bossolo di canone, e reclame a grandezza naturale della Ferrania, marca di pelìcole, perché Gigi fa anche il fotografo, e se vuoi la fototèssera o il nozze o quelo che vuoi è lui, che devi chiamare …

Francesco Guccini, Cròniche epafàniche

Mi è stato regalato per i miei vent’anni e mi ha sempre colpito il fatto che Guccini lo abbia dedicato a sua figlia con queste parole “A Teresa, sperando che impari”

 

 

BUONGIORNO!

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Cristo e l’Adultera, Han Van Meegeren, 1940 circa

 

… l’angustiava, in quei giorni, la lettera della Sacra Congregazione Concistoriale inviata agli Eccellentissimi Ordinari d’Italia. Datata 31 marzo 1947, protocollo n. 216/45, firmata dal cardinale Rossi, la lettera diceva:

Eccellenza Reverendissima,

Già due volte nell’anno 1945 questa Sacra Congregazione per Augusto mandato si rivolse agli Ecc.mi Ordinari d’Italia per richiamare – se pur ve ne fosse bisogno – la Loro attenzione sul dovere pastorale di istruire i fedeli in occasione ed in prossimità di particolari eventi dai quali dipendevano le sorti del Paese nell’ordine, sovratutto, morale e sociale.

Sa bene questa Sacra Congrezione come gli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi adempirono i doveri del Loro sacro ministero, istruendo in omni patientia et doctrina, e come poterono così conseguire, in genere, consolanti resultati; è pur sicura questa medesima S. Congregazione che al rinnovarsi delle circostanze gli stessi Ecc.mi Presuli ripeteranno, in tempo opportuno, e continuando sine intermissione, i Loro solerti insegnamenti; pur nonostante, questo Sacro Dicastero vuole ancora ripetere, confortato dalla Superiore approvazione, essere necessario impartire ai fedeli, chiaramente e ripetutamente, sia che si tratti di elezioni politiche o di elezioni amministrative, di elezioni nazionali o di elezioni regionali, le seguenti norme:

1) In considerazione dei pericoli, ai quali sono esposti la religione e il bene pubblico, e la cui gravità esige la collaborazione concorde degli onesti, tutti coloro, che hanno diritto di voto, di qualsiasi condizione, sesso od età, senza alcuna eccezione, e perciò anche se professano un particolare religioso tenor di vita, sono in coscienza strettamente e gravemente obbligati a far uso di quel diritto.

2) I Cattolici possono dare il loro voto soltanto a quei candidati o a quelle liste di candidati, di cui si ha la certezza che rispetteranno e difenderanno l’osservnza della legge divina e i diritti della religione e della Chiesa nella vita privata e pubblica …

Leonardo Sciascia, Dalle parti degli infedeli

 

 

BUONGIORNO!

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Broc et Violon, Georges Braque, 1909-10

 

“Dove sono le crocifissioni?” chiesi.

Indicò una cassa di legno.

“Dove verranno esposte?”.

Sulla parete prima di svoltare per prendere l’ascensore. Gli ultimi quadri che si vedranno. Il climax.

“Sono preoccupato, Anna”.

“Lo so che sei preoccupato. Ma non posso permettermi di assecondare la tua preoccupazione, Asher Lev. Ora sei un avvenimento”.

“Alcune persone saranno ferite da questi quadri”.

“Sì? E allora? Molte sono state ferite dall’Olympia. Da Le déjeuner sur l’herbe. Dagli impressionisti. Da Cézanne. Da Picasso. Asher Lev, cosa vuoi che faccia?”.

“Queste sono le persone che io amo”.

“Asher Lev, faresti meglio a prestare attenzione a questa faccenda delle tasse e a dimenticarti per il momento del fatto di ferire la gente. Lasciati andare al tuo sentimentalismo ebraico quando torni a Brooklin”.

Chaim Potok, Il mio nome è Asher Lev

 

BUONGIORNO!

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Elizabeth and I boating in Hungary, André Kertész, 1920

Lei fece qualche passo verso di me, con un’espressione che mi parve ammirata, intenerita e beffarda a un tempo.

“Bene Vallesi. Ottima risposta. Chi ama non brucia fisicamente – e dunque non ha senso chiederci se non rischi di morire tra le fiamme -, ma fra la passione e il fuoco esistono delle analogie. Noi usiamo l’immagine del fuoco per parlare del calore e anche della forza distruttrice della passione. Il fuoco è dunque metafora della passione. Sei innamorato, Vallesi?”

Diventai rosso. Cercai di dire qualcosa di spiritoso o brillante, ma non ci riuscii. Celeste, prima di voltarsi da un’altra parte e ricominciare a parlare, mi lanciò un ultimo sguardo che forse non significava niente ma che io interpretai come un segno di intesa e che mi fece scoppiare il cuore.

Il bordo vertiginoso delle cose, Gianrico Carofiglio, 2013