BUONGIORNO!

Cracovia, Teresa Zanetti, 2018

[Intro: Fausto Lama]
Coma Cose
Yeah
Ah
[Strofa 1: California]
Volevi fulmini e tempesta? (seh)
Allora me la cavo (ah)
Se la pioggia fosse transitiva (uh)
Io ti temporalo (seh)
Tanto tutto è ciclico (eh)
Ogni mattina si riduce (a)
Una Sarajevo sulle mie tapparelle
Che il sole mitraglia di luce (rattatta)
Fame chimica-pisce
Cerco nel letto la tua pelle
Proteggimi dal tempo che passa
Ho la sindrome da Peter Pan di stelle
Io debole come la carne (uh)
Tu forte come la verdura (ah)
Ti ho visto la coscienza (seh)
E per fortuna mi ha fatto paura (ah)
[Ritornello: California]
Io rimango (seh, seh)
Fino a quando (uh, ah)
Non accendo-no le luci (uh, ah)
E i bicchieri abbandonati
Sanno come ci si sente (seh, ah)
Ad essere come diamanti (oh)
Invisibili alla gente
[Bridge: California & Fausto Lama]
La tua testa è un gigantesco centro sociale (come no, uh, ah)
E se per caso stanotte mi gira, io ci vado a dormire col cane (uh, come no, ah)
[Strofa 2: Fausto Lama]
La luna si riflette nel naviglio Gange (seh)
Se mi taglio una cipolla piange (uh)
Odio la musica prêt-à-porter (seh, seh)
Can che abbaia non Moroder (ah, woof)
Quasi inciampo sopra una bottiglia (eh eh)
Apro una Porta Genova senza maniglia (eh)
Abbiamo occhi diversi ma uguali
La mia ragazza è bella come David Bowie (eh, ah)
Ho ancora voglia di combattere (eh)
Garibaldi aveva solo mille followers (eh)
Questa canzone costa solamente mille lire (eh)
Io Spotify, tu spotifasti, ma è meglio il vinile (seh)
La tua testa è un gigantesco centro sociale (ah)
E se stanotte mi gira io la vado ad occupare (uh)

[Ritornello: California]
Io rimango (seh, seh)
Fino a quando (uh, ah)
Non accendo-no le luci (uh, ah)
E i bicchieri abbandonati
Sanno come ci si sente (seh, ah)
Ad essere come diamanti (oh)
Invisibili alla gente
Io rimango (seh, seh) fino a quando (uh, ah)
Non accendo-no le luci (uh, ah)
E i bicchieri abbandonati
Sanno come ci si sente (seh, ah)
Ad essere come diamanti (oh)
Invisibili alla gente

Post concerto, Fausto Zanardelli / Francesca Mesiano, 2018

BUONGIORNO!

diane_arbus-freaks
Diane Arbus, Freaks

 

Il pallido bambino con l’assurda faccia da paggetto e le mossette da cucciolo avanzò con la sua possente mole verso il ripostiglio e requisì il giaccone bianco di papà. Poi requisì gli scarponcini che aveva dipinto con lo spray bianco. Il fucile ad aria compressa no, non glielo avevano lasciato dipingere. Era un regalo di zia Chloe.

George Saunders, Dieci dicembre

 

BUONGIORNO!

berndt&hilla
Bernd&Hilla Becher

Nominava allegramente tutte le cose con il loro nome e non si metteva in soggezione nemmeno davanti alle signore; diceva delle banalità, delle oscurità, delle sconcezze con un non so che di disinvolto e di pacato da sembrare elegante.

Era la spregiudicatezza propria del secolo.

E’ da notarsi che il tempo delle perifrasi in versi è stato il tempo della verità in prosa.

Victor Hugo, Les miserables, parte terza, libro secondo, III. Luc-Esprit

 

AL CINEMA! Loro 1

Loro 1, Paolo Sorrentino, 2018

 

In questa prima parte del progetto che si compone di due film, Sorrentino ci regala un film, se non bello, di sicuro interessante.

Lo divide in due parti nettamente distinte.

La prima, che paga lo scotto all’estetica rutilante e magniloquente già vista nella sua massima espressione ne “La grande bellezza”, smaschera il carrozzone quasi circense che gravita attorno al potere e al denaro, in un’orgia permanente da impero in decomposizione e che risponde fin nel minimo dettaglio all’iconografia che il popolo si è ormai costruita della politica romana dall’avvento del berlusconismo.

Svela la miseria di un mondo agognato da molti fatto uomini di piccolo (o piccolissimo) cabotaggio e smisurate ambizioni, avanti con gli anni, quando non decisamente vecchi, e donne giovani e bellissime, in tutto e per tutto consapevoli di essere sedute sulla propria fortuna e decise a farla fruttare nel breve lasso di tempo a loro disposizione: quello tra l’istante perfetto e lo sfiorire della propria bellezza.

La seconda parte, più mesta e domestica, presenta il leone sull’orlo della terza età. In crisi con la moglie, sempre più distante dal suo ideale di bella e sciocca, alla quale mente in modo spudorato quando si reca dalle sue sempre più giovani accompagnatrici. Certo di essere ancora smagliante e di aver fatto “tutto questo da solo” e contemporaneamente dimentico della lunga schiatta di uomini che gli sono serviti e che hanno pagato al posto suo e che ha finto di non aver mai conosciuto nel momento stesso in cui cadevano in disgrazia.

Estetizzante, volgare, disincantato, cinico, alienante … Una riflessione amara sulla finzione che è ciò che, chi non sa, definisce “la bella vita”.

Aspettiamo Loro2, che uscirà stasera.

 

BUONGIORNO!

arman accumulazioni
Accumulazioni – Orologi, Arman

 

Se non si è ricchi, avere del fascino non serve a nulla. L’atmosfera romantica è il privilegio dell’uomo ricco, non l’attività del disoccupato. Il povero dovrebbe essere pratico e prosaico. E’ meglio avere un reddito fisso che essere affascinanti: queste sono le grandi verità della vita moderna che Hughie Erskine non capì mai. Povero Hughie! Da un punto di vista intellettuale, bisogna riconoscerlo, non era gran cosa. Nella sua vita non disse mai niente di brillante, né tantomeno una cattiveria. Ma in fondo era stupendamente bello da vedersi, coi suoi capelli ricciuti e castani, il profilo perfetto e gli occhi grigi. Piaceva, e molto, tanto agli uomini quanto alle donne e aveva tutte le qualità, tranne la capacità di far soldi. Suo padre gli aveva lasciato la sua spada di cavalleria e una Storia della Guerra peninsulare in quindici volumi. Hughie appese la prima sopra allo specchio, ripose l’altra in uno scaffale tra la guida Ruff e il Bailey’s Magazine, e tirò avanti con duecento sterline all’anno che una zia glia aveva accordato. Aveva provato di tutto. Era stato in borsa per sei mesi. Ma cosa mai ci stava a fare una farfalla tra Tori e Orsi? Aveva resistito un po’ di più come mercante di te, ma si era presto stancato di pekoe e souchong. Poi aveva provato con la vendita dello sherry secco. Ma non faceva per lui: lo sherry era un po’ troppo secco. Negli utlimi tempi si era rassegnato a non far nulla: era diventato un giovanotto delizioso e inutile, con un profilo perfetto e senza alcuna occupazione.

Oscar Wilde, Il milionario modello