BUONGIORNO!

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Cristo e l’Adultera, Han Van Meegeren, 1940 circa

 

… l’angustiava, in quei giorni, la lettera della Sacra Congregazione Concistoriale inviata agli Eccellentissimi Ordinari d’Italia. Datata 31 marzo 1947, protocollo n. 216/45, firmata dal cardinale Rossi, la lettera diceva:

Eccellenza Reverendissima,

Già due volte nell’anno 1945 questa Sacra Congregazione per Augusto mandato si rivolse agli Ecc.mi Ordinari d’Italia per richiamare – se pur ve ne fosse bisogno – la Loro attenzione sul dovere pastorale di istruire i fedeli in occasione ed in prossimità di particolari eventi dai quali dipendevano le sorti del Paese nell’ordine, sovratutto, morale e sociale.

Sa bene questa Sacra Congrezione come gli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi adempirono i doveri del Loro sacro ministero, istruendo in omni patientia et doctrina, e come poterono così conseguire, in genere, consolanti resultati; è pur sicura questa medesima S. Congregazione che al rinnovarsi delle circostanze gli stessi Ecc.mi Presuli ripeteranno, in tempo opportuno, e continuando sine intermissione, i Loro solerti insegnamenti; pur nonostante, questo Sacro Dicastero vuole ancora ripetere, confortato dalla Superiore approvazione, essere necessario impartire ai fedeli, chiaramente e ripetutamente, sia che si tratti di elezioni politiche o di elezioni amministrative, di elezioni nazionali o di elezioni regionali, le seguenti norme:

1) In considerazione dei pericoli, ai quali sono esposti la religione e il bene pubblico, e la cui gravità esige la collaborazione concorde degli onesti, tutti coloro, che hanno diritto di voto, di qualsiasi condizione, sesso od età, senza alcuna eccezione, e perciò anche se professano un particolare religioso tenor di vita, sono in coscienza strettamente e gravemente obbligati a far uso di quel diritto.

2) I Cattolici possono dare il loro voto soltanto a quei candidati o a quelle liste di candidati, di cui si ha la certezza che rispetteranno e difenderanno l’osservnza della legge divina e i diritti della religione e della Chiesa nella vita privata e pubblica …

Leonardo Sciascia, Dalle parti degli infedeli

 

 

BUONGIORNO!

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Broc et Violon, Georges Braque, 1909-10

 

“Dove sono le crocifissioni?” chiesi.

Indicò una cassa di legno.

“Dove verranno esposte?”.

Sulla parete prima di svoltare per prendere l’ascensore. Gli ultimi quadri che si vedranno. Il climax.

“Sono preoccupato, Anna”.

“Lo so che sei preoccupato. Ma non posso permettermi di assecondare la tua preoccupazione, Asher Lev. Ora sei un avvenimento”.

“Alcune persone saranno ferite da questi quadri”.

“Sì? E allora? Molte sono state ferite dall’Olympia. Da Le déjeuner sur l’herbe. Dagli impressionisti. Da Cézanne. Da Picasso. Asher Lev, cosa vuoi che faccia?”.

“Queste sono le persone che io amo”.

“Asher Lev, faresti meglio a prestare attenzione a questa faccenda delle tasse e a dimenticarti per il momento del fatto di ferire la gente. Lasciati andare al tuo sentimentalismo ebraico quando torni a Brooklin”.

Chaim Potok, Il mio nome è Asher Lev

 

BUONGIORNO!

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Elizabeth and I boating in Hungary, André Kertész, 1920

Lei fece qualche passo verso di me, con un’espressione che mi parve ammirata, intenerita e beffarda a un tempo.

“Bene Vallesi. Ottima risposta. Chi ama non brucia fisicamente – e dunque non ha senso chiederci se non rischi di morire tra le fiamme -, ma fra la passione e il fuoco esistono delle analogie. Noi usiamo l’immagine del fuoco per parlare del calore e anche della forza distruttrice della passione. Il fuoco è dunque metafora della passione. Sei innamorato, Vallesi?”

Diventai rosso. Cercai di dire qualcosa di spiritoso o brillante, ma non ci riuscii. Celeste, prima di voltarsi da un’altra parte e ricominciare a parlare, mi lanciò un ultimo sguardo che forse non significava niente ma che io interpretai come un segno di intesa e che mi fece scoppiare il cuore.

Il bordo vertiginoso delle cose, Gianrico Carofiglio, 2013

 

AL CINEMA! Tonya

Tonya, Craig Gillespie, 2017

 

Se sperate di conoscere finalmente la verità sulla gambizzazione della Kerrigan prima delle olimpiadi di Lillehammer, sbagliate di grosso: in “I, Tonya”, ciascuno racconta la propria, di verità. Allo spettatore credere alla storia che preferisce.

Disadattata a causa della madre? Pigra e svogliata e poco intelligente? Succube del marito? Aguzzina del marito? In fondo non importa.

Senza sconti per nessuno, questo “biopic” (ora va di moda chiamarli così …) ci racconta un’America impietosa, che vuole qualcuno da innalzare sugli altari della gloria e qualcun altro da scaraventare nel fango dell’ignominia. Se poi le due persone appartengono allo stesso ambiente, meglio. Lo spettacolo è quello che conta.

Sempre.

Colonna sonora davvero incredibile che a tutti quelli giù per su della mia età farà tornar la voglia di muovere le gambe.

 

BUONGIORNO!

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Bocksay Ter, Ungheria, Andre Kertész, 1914

 

In cima alla scalinata, davanti alle porte chiuse del teatro, ho visto una sagoma che mi ricordava vagamente qualcuno, ma non riuscivo a capire chi. Era un uomo con un cappotto nero, reggeva come gli altri una candela, ed era circondato da diverse persone con cui parlava sottovoce. Al centro di quel cerchio dominava la folla, benché defilato attirava gli sguardi, dava l’impressione di essre importante, e per qualche strana ragione mi ha fatto pensare a un boss mafioso che partecipi, attorniato da guardie del corpo, al funerale di uno dei suoi uomini. Lo vedevo di scorcio; dal bavero rialzato del cappotto spuntava un pizzetto. Accanto a me, una donna che pure lo aveva notato si è rivolta alla vicina: “E’ venuto Eduard, bene”. L’uomo ha girato la testa, come se nonostante la distanza l’avesse sentita. La fiamma della candela ne ha scolpito i lineamenti.

Ho riconosciuto Limonov.

Limonov, Emmanuel Carrère