BUONGIORNO!

lalinea

La linea, Osvaldo Cavandoli, 1969

L’uso della linea in natura è un fenomeno molto diffuso. Questo argomento, degno di una ricerca specifica, potrebbe essere padroneggiato solo da un naturalista dotato della capacità della sintesi. Per l’artista sarebbe particolarmente importante vedere in che modo il regno autonomo della natura usi gli elementi fondamentali: quali elementi siano tenuti presenti, quali proprietà essi posseggano e in qual modo si compongano in strutture. Le leggi compositive della natura danno all’artista non solo la possibilità dell’imitazione esteriore, in cui egli vede non di rado il fine principale delle leggi naturali, ma anche la possibilità di contrapporre a queste leggi quelle dell’arte. Anche in questo punto, decisivo per l’arte astratta, scopriamo già oggi la legge della contiguità e dell’opposizione, la quale pone due principi – il principio del parallelismo e quello del contrasto – come si è già visto nelle composizioni di linee. Le leggi in tal modo separate e dotate di vita autonoma, dei due grandi regni – dell’arte e della natura – condurranno infine alla comprensione della legge complessiva della composizione dell’universo e chiariranno la partecipazione indipendente di entrambe a un ordinamento sintetico superiore di esteriorità + interiorità.

Questo punto di vista è stato chiarito sinora solamente nell’arte astratta, che ha riconosciuto i suoi diritti e i suoi doveri e che non si fonda più sull’involucro esterno dei fenomeni naturali.

Wassily Kandinsky, Tutti gli scritti Vol. I – Punto e linea nel piano

 

BUONGIORNO!

Dorothea Lange, Migrant Mother, California, 1936

connotazióne s. f. [dal lat. mediev. connotatio onis, der. di connotare «segnare insieme, in aggiunta»]. – In linguistica, elemento accessorio che, insieme con la denotazione, contribuisce a costituire il significato di una parola in un determinato contesto; consiste nelle sfumature di ordine soggettivo, e cioè i valori allusivi, evocativi, affettivi, che accompagnano l’uso della parola aggiungendosi ai suoi tratti significativi permanenti (per es., piccino, bambinopupo, fanciullo, bimbo hanno uguale denotazione, ma diversa connotazione, in quanto, pur indicando la stessa classe d’oggetti, evocano risonanze affettive e ambientali diverse; nella parola cuore, alla denotazione di organo anatomico si accompagnano nella comune coscienza varie connotazioni, di disponibilità affettiva ed emotiva, di coraggio, ecc.) – Vo. L. It. – Treccani

 

BUONGIORNO!

WALKER EVANS, Negro Barber Shop e Barber Shop

 

– Come ti chiami?

– Albanese Francesco.

– E dici che non sei mai stato dentro?

– Mai, vi giuro.

– Si vede che sei stato bravo a non farti prendere.

Il ragazzo sorrise.

– Però non è che ho fatto niente di speciale. Ve l’ho detto, un poco di sigarette, un poco di macchine, di pezzi di ricambio.

– Poi vendi un po’ di fumo, no?

– Vabbe’, qualche pezzettino, che c’è di male? Non è che mo’ m’arrestate anche per queste cose che vi sto dicendo?

Il maresciallo si girò a guardare la strada senza rispondere.

Arrivarono negli uffici del nucleo radiomobile e Fenoglio scrisse rapidamente il verbale di arresto. Disse a uno dei due brigadieri intervenuti sul posto di completare gli atti per la procura e per il carcere, e di avvertire il pubblico ministero. Poi si rivolse al ragazzo: – Adesso me ne vado. Ti portano dal giudice già stamattina. Quando parli con il tuo avvocato, digli che vuoi fare il patteggiamento. Avrai la pena sospesa e non dovrai nemmeno passare dal carcere.

Quello lo guardò con gli occhi di un cane grato a cui il padrone ha tolto una spina dalla zampa.

– Maresciallo, grazie. Se vi serve qualcosa, io me la faccio tra Madonnella e il Petruzzelli, mi potete trovare al Bar del Marinaio. Qualsiasi cosa, a disposizione.

Gianrico Carofiglio, L’estate fredda

 

BUONGIORNO!

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Teresa Zanetti, 2015

 

Era chiaro, dal modo familiare con cui aveva parlato al capostazione la sera prima, e dal modo in cui indossava “i calzoni da montagna”, che era nativa del paese delle nevi, ma il vivace disegno del suo obi, che si intravedeva sopra i calzoni, rendeva le ruvide strisce rosso brune di questi ultimi fresche e allegre e, per la stessa ragione, le lunghe maniche del suo kimono di lana avevano una certa grazia voluttuosa. I calzoni, con lo spacco proprio sotto il ginocchio, si gonfiavano sui suoi fianchi e il pesante cotone, pur nella sua naturale rigidezza, era in certo qual modo flessibile e delicato.

Kawabata Yasunari, Il paese delle nevi

 

BUONGIORNO!

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Sugimoto Hiroshi, Theaters

 

Lo studio concreto di un ambito fotografico preciso impedisce di parlare de “la fotografia” e impone, al contrario, di riconoscere una diversità di pratiche e di oggetti fotografici che, salvo sacrificarne il tratto distintivo e quello dell’ambito stesso, non possono essere ridotti al termine generico e astratto di “fotografia”. La scoperta dello storico si riunisce così a quella del semiologo. I teorici non sono i soli a parlare de “la fotografia“: i fotografi stessi, professionisti o dilettanti che siano, e anche i pubblicitari, per le loro campagne promozionali di apparecchi o pellicole fotografici, propongono o riprendono concezioni della fotografia che si fregiano della definizione di  “la fotografia“. Il ruolo dello storico, del semiologo, così come quello del sociologo è proprio quello di rivelarne la diversità, di comprenderne le logiche, di precisare la natura delle loro differenze. Da parte nostra, i loro studi ci spronano a ritrovarvi, sotto traccia, un’assiologia* già presente in altri discorsi. E’, in effetti, come se l’insieme di tutte queste pratiche potesse organizzarsi a partire dalla contrapposizione tra la concezione della fotografia intesa come ancella di scienze e arti e quella di una fotografia considerata come un’arte a se stante, le cui produzioni hanno in se stesse il loro scopo. Ma questa contrapposizione è vecchia come il discorso stesso sulla fotografia!

Jean-Marie Floch, Les formes de l’empreinte, Pierre Fanlac ed., 1986 (traduzione mia)

*Assiologia: in filosofia “dottrina dei valori”, ossia ogni teoria che consideri quanto nel mondo è o ha valore e per tale aspetto si distingue di quanto invece è mera realtà di fatto.