naufraghi metropolitani

E mentre li scrivo, questi Naufraghi Metropolitani, mi rendo conto che sono fotografie. Istantanee di cose e persone ascoltate e annusate e viste e vissute … Che mi si sono affastellate nella memoria e quando non c’è stato più spazio hanno iniziato a fluirmi dalla penna per depositarsi sulla carta, a scappare di soppiatto dalla testa, in piena notte o mentre guido, per lanciarsi dalle dita sui tasti del pc o del cellulare.

Frammenti pescati nel costante scorrere del tempo, inquadrature fermate senza un prima e senza un dopo. O con il prima e il dopo che più desidera chi li legge.

buongiorno!

Tea Zanetti, L’amante argentino, Luglio 2021

… dimostrato quanto abbia ragione il pioniere della fotografia Moholy-Nagy quando afferma «Non è possibile prevedere quali saranno i confini della fotografia. In questo ambito è tutto così nuovo che anche solo il ricercare conduce di per sé a esiti creativi. A preparare il cammino è ovviamente la tecnica. L’analfabeta del futuro non sarà chi non sa scrivere, ma chi ignora la fotografia».

Walter Benjamin, Breve storia della fotografia

Buzones de tiempo

Leggendo Mario Benedetti ho riscoperto la bellezza delle lettere scritte a mano. Passeggiando per le strade dell’Argentina ho scoperto la bellezza dei portoni su cui si aprono le buche delle cassette delle lettere. C’è qualcosa di struggente e romantico nell’aspettare e ricevere una lettera scritta a mano.

Reading Mario Benedetti I have rediscovered the loveliness of handwritten letters. Walking on the streets of Argentina I discovered the loveliness of the main doors in which the holes of the letterbox are opened. There is something heartbreakingly romantic in waiting for a handwritten letter and receving it.

Torino, Maggio 2020 – Playpark

… e la notte, ancora incredula per la fine del lockdown dopo il covid, si è trasformata in un luna park di colori e movimento …

… and the night, still incredulous for the end of the covid lockdown, turned out in a luna park of colours and action …

Intimate landscapes

Durante il primo lockdown, tra marzo e giugno 2020, ho girato la macchina fotografica verso di me. Mai avrei pensato di farlo. Io sono sempre stata quella che faceva le foto, non quella che era fotografata. Ne sono nate queste doppie esposizioni (o meglio sovrapposizioni) che tengono insieme il desiderio di essere ancora bella di una donna di cinquant’anni e le mie tanto amate stazioni di servizio.

During the first lockdown, between march and june 2020, I decided to turn the camera towards me. I have never thought I would have done it. I always have been the girl with the camera, the one who took the pics and not the object of a photography. So these double exposition (or better say overlap) were born trying to keep together the desire of being awesome of a woman in her fifties and my beloved gasoline stations.