L’amante Argentina/argentino

La ricerca di te è un puzzle
che per me si perde
nel fondo del tempo.
Le tessere son sparpagliate
tra immagini (mie e no)
e parole, le tue
e quelle di altri che prima
di te hanno parlato,
di cui ti sei appropriata,
in parafrasi o citandole,
fedele.

La curiosità di impararti
mi ha messo sulle orme
di quelli di cui mi dicevi.

Per primo è arrivato
Borges.
Leggendolo, a poco a poco
scoprivo che in lui sta
il tuo sguardo
primigenio. Borges è,
per te, “vertebrale”.
Borges:
il tuo scheletro.

Non mi ci è voluto
molto per capire
che però non bastava.
Seguendo le tracce
che trovavo sul cammino
ho inciampato
in Benedetti e Galeano.
E lo so che per te
sono figli adottivi.
Ma son loro il tuo cuore,
di carne ferita e dolente.
Gli ideali persegui(ta)ti.

Ma ancora qualcosa mancava:
un corpo è fatto anche 
di altro.
Ho scoperto Cortázar,
le tue mani, immaginative.
O i tuoi instancabili muscoli.

Questo è quanto, mi pare,
si possa chiamare “SudacA”.
E lo so che ha qualcosa
di negativo, questa parola.
Tu però sei una terra pirata.
Sei tu che la usi per definirti.

Sopra questa struttura c’è
tutto quello che infiniti
lettori han portato
appresso per traversare
i mari da cui ti han raggiunta.
I Greci e i Latini,
gli Italiani e i Francesi, 
Tedeschi
e Spagnoli, ovviamente.
Che da tutti questi molti sei fatta.
E poi briciole di Portoghesi
e Polacchi, e Slavi,
e Russi e Ucraini
e tutti quelli per cui hai rappresentato
un sogno da realizzare.
La búsqueda de vos es un rompecabezas
Que por mi se pierde
en el fondo del tiempo.
Los azulejos están desparramados
entre imágenes (mías y no)
y palabras, las tuyas
y las de otros que antes
de ti hablaron,
que hiciste tuyas,
con paráfrasis o cotizandolas
fiel.

La curiosidad de aprenderte
me puse en las huellas
de los de que me hablabas.

Primero llegué
Borges.
Leyendolo, paulatinamente
descubría que en el esta
tu mirada
primigenia, Borges es,
por vos, vertebral.
Borges:
tu esqueleto.

No tardé mucho
en darme cuenta
de que pero eso no bastaba.
Siguiendo los rastros
que encontraba en el camino
me tropecé
en Benedetti y Galeano.
Y sé que por ti
son hijos adoptivos.
Pero son ellos tu corazón,
de carne lastimada y doliente,
los ideales perseguidos.

Pero algo aún faltaba:
un cuerpo está hecho aún
de otro.
Descubrí a Cortázar,
tus manos imaginativas.
O tus músculos incansables.

Eso es lo que, me parece,
se puede llamar SudacA.
Y ya sé que tiene algo
de negativo, esa palabra.
Vos pero sos una tierra pirata.
Sos vos que la utilizás por definirte.

Sobre esta estructura está
todo lo que infinitos
lectores han llevado
consigo en surcar los mares de los que te alcanzaron.
Los Griegos y los Latinos,
Italianos y Franceses,
Alemanos
y Españoles, eso ya es claro.
Que de todo estos tantos sos hecho.
Y aún migas de Portugueses
Y Polacos, y Eslavos,
Y Rusos y Ucranianos
Y todos los por los cuales representaste
un sueño de realizar.

Buzones de tiempo

Leggendo Mario Benedetti ho riscoperto la bellezza delle lettere scritte a mano. Passeggiando per le strade dell’Argentina ho scoperto la bellezza dei portoni su cui si aprono le buche delle cassette delle lettere. C’è qualcosa di struggente e romantico nell’aspettare e ricevere una lettera scritta a mano.

Reading Mario Benedetti I have rediscovered the loveliness of handwritten letters. Walking on the streets of Argentina I discovered the loveliness of the main doors in which the holes of the letterbox are opened. There is something heartbreakingly romantic in waiting for a handwritten letter and receving it.

buongiorno!

Tea Zanetti, autoritratto, 2021
Mucho mas grave

Todas las parcelas de mi vida tienen algo tuyo
y eso en verdad no es nada extraordinario
vos lo sabés tan objetivamente como yo.
Sin embargo hay algo que quisiera aclararte,
cuando digo todas las parcelas,
no me refiero solo a esto de ahora,
a esto de esperarte y aleluya encontrarte,
y carajo perderte,
y volverte a encontrar,
y ojalá nada más.
No me refiero a que de pronto digas, voy a llorar
y yo con un discreto nudo en la garganta, bueno llorá.
Y que un lindo aguacero invisible nos ampare
y quizás por eso salga enseguida el sol.
Ni me refiero a solo a que día tras día,
aumente el stock de nuestras pequeñas y decisivas complicidades,
o que yo pueda o creerme que puedo convertir mis reveses en victorias,
o me hagas el tierno regalo de tu más reciente desesperación.

No.
La cosa es muchísimo más grave.
Cuando digo todas las parcelas
quiero decir que además de ese dulce cataclismo,
también estas reescribiendo mi infancia,
esa edad en que uno dice cosas adultas y solemnes
y los solemnes adultos las celebran,
y vos en cambio sabés que eso no sirve.
Quiero decir que estás rearmando mi adolescencia,
ese tiempo en que fui un viejo cargado de recelos,
y vos sabés en cambio extraer de ese páramo,
mi germen de alegría y regarlo mirándolo.
Quiero decir que estás sacudiendo mi juventud,
ese cántaro que nadie tomó nunca en sus manos,
esa sombra que nadie arrimó a su sombra,
y vos en cambio sabés estremecerla
hasta que empiecen a caer las hojas secas,
y quede la armazón de mi verdad sin proezas.
Quiero decir que estás abrazando mi madurez
esta mezcla de estupor y experiencia,
este extraño confín de angustia y nieve,
esta bujía que ilumina la muerte,
este precipicio de la pobre vida.
Como ves es más grave,
Muchísimo más grave,
Porque con estas y con otras palabras,
quiero decir que no sos tan solo,
la querida muchacha que sos,
sino también las espléndidas o cautelosas mujeres
que quise o quiero.


Porque gracias a vos he descubierto,
(dirás que ya era hora y con razón),
que el amor es una bahía linda y generosa,
que se ilumina y se oscurece,
según venga la vida,
una bahía donde los barcos llegan y se van,
llegan con pájaros y augurios,
y se van con sirenas y nubarrones.
Una bahía linda y generosa,
Donde los barcos llegan y se van.
Pero vos,
Por favor,
No te vayas

(Mario Benedetti)
Molto più grave

Tutte le particelle della mia vita hanno qualcosa di te
E questo, per la verità non ha nulla di straordinario
Tu lo sai tanto oggettivamente quanto me.
Però c’è qualcosa che vorrei chiarirti,
cuando dico tutte le particelle,
non mi riferisco solo a questo di adesso,
a questo di aspettarti e allujah trovarti,
eccheccazzo perderti,
e ritrovarti,
e diolovoglia che non succeda più.
Non mi riferisco al fatto che magari d’improvviso tu dica sto per piangere e io, con un discreto groppo in gola, beh… piangi pure.
E che un bell’acquazzone invisibile ci protegga
E forse, per mezzo di lui, dopo, esca il sole.
Né mi riferisco solamente al fatto che, giorno dopo giorno, aumenta la scorta delle nostre piccole e grandi complicità,
o che io possa o creda di potere convertire i miei rovesci in altrettante vittorie
o che tu mi faccia il tenero regalo della tua più recente disperazione.

No.
La cosa è decisamente molto più grave.
Cuando dico tutte le particelle
Voglio dire che, oltre questo dolce cataclisma,
stai anche riscrivendo la mia infanzia, quell’età in cui uno dice cose adulte e solenni
e i solenni adulti le celebrano,
e tu invece sai che questo non serve.
Voglio dire che stai risistemando la mia adolescenza,
quel tempo in cui ero un vecchio carico di paure,
e tu invece sai estrarre da quel cumulo di macerie,
il mio germe di allegria e innaffiarlo guardandolo.
Voglio dire che stai scuotendo la mia giovinezza,
quella brocca che mai nessuno prese tra le sue mani,
quell’ombra che mai nessuno accostò alla propria ombra,
e tu invece sai scuoterla
sino a che iniziano a cadere le foglie secche,
e rimane la mia carcassa di verità senza prodezze.
Voglio dire che stai abbracciando la mia maturità
Questo composto di stupore e esperienza
Questo strano confine di dolore e neve,
questa candela che illumina la morte,
questo precipizio della povera vita.
Come vedi è più grave.
Decisamente molto più grave
Perché con queste e con altre parole,
voglio dire che non sei tanto solo,
la cara ragazza che sei,
ma anche tutte le splendide e le prudenti donne
che ho desiderato e che desidero.

Perché grazie a te ho scoperto,
(dirai e a ragione che già era ora),
che l’amore è un’insenatura bella e generosa,
che si illumina e si oscura,
a seconda di come viene la vita,
un’insenatura dove le navi vengono e vanno,
vengono con uccelli e auguri,
e se ne vanno con sirene e nuvoloni.
Un’insenatura bella e generosa
Dove le navi vengono
e se ne vanno.
Però tu,
Per favore,
Non andartene.

(Mario Benedetti)