ventunmarzo

E poi la primavera
ritorna.
Ti sorprende, perché
sembrava che
non fosse possibile. Ma
un bel mattino è lì, davanti
ai tuoi occhi, col verde
tenero di foglie e petali
di rosa e il cielo azzurro
di un tepore nuovo ...

È la primavera.
Ritorna.

L’ora della rosa (tra Eco e Cortazar)

… il profumo degli infiniti
petali della rosa
segna le ore
presenti, e le future
e tutte le ore
che desidererai.

Ti basterà staccare
un petalo, e saprai
l’ora esatta. Staccando
i petali nell'ordine
coglierai il momento
giusto sempre.

Itaca

Perché mi sono innamorata di un vecchio?

Un avventuriero che ha passato i settanta.

Con la testa ancora piena di sogni e lo sguardo pulito dei bimbi.

Un fuggiasco sempre salpato da tutti gli approdi, alla ricerca insistita di un’Itaca che non ha mai conosciuto. Per la nostalgia di una Penelope che non ha mai avuto. Ma che dice di aver ritrovato negli occhi della mia allegria, nel suono delle mie “erre soavi” e delle “esse allungate”.

“Il cuore sempre a sinistra, colonello?”

Questa domanda che il sarto fa al babbo ogni volta fa scoppiare a ridere tutti e due.

Gli prende le misure, poi gli fa scegliere il modello (che tanto è sempre più o meno lo stesso: la giacca, il gilet, i pantaloni. Il massimo della trasgressione è il doppiopetto) e dopo la stoffa.

E poi gli chiede se il suo cuore sta sempre a sinistra.

Poi cresco e a trent’anni suonati mi capita per le mani Storia di un corpo, di Pennac.

E leggo della prima volta in cui il protagonista va dal sarto.

Si risveglia in me un ricordo. Sembrava perduto per sempre …

E scoppio a ridere anch’io.