perdere la testa

Leggo dell’uomo senza testa che si siede in Plaza Lavalle e poi cammina su Avenida de la Libertad sino ad arrivare a Avenida de Mayo.

Insieme alla testa ha perso quattro dei cinque sensi.

Almeno gli è rimasto il tatto, si dice.

Sorprendentemente la memoria tattile gli fa vedere i colori. Perché una pietra verde, le dita lo sanno, non è una pietra rossa. E mi pare del tutto logico. Pure i suoni di Plaza Lavalle danno alla pelle una sensazione diversa da quelli di Avenida de la Libertad.

Giunto in Avenida de Mayo recupero anche l’olfatto tattile.

È così che scopro che quell’uomo senza testa sono io e chiunque altro porti i ricordi tatuati sulla pelle. E non importa da quale lato, se dentro o fuori. Ora anch’io sento sulle natiche e le cosce il ricordo di stare seduta su una panchina in Plaza Lavalle e tocco un quaderno abbandonato proprio a fianco a me. Cammino e l’odore delle carni arrostite da Indios scuri come Cinesi-scuri mi arriccia la pelle delle braccia. In Avenida de Mayo mi accarezzano la schiena le vibrazioni di un corteo danzante che canta libertà in una mattina primaverile, ai primi di novembre …

buongiorno!

Tea Zanetti, Azul, Novembre-Dicembre 2021

… osservando bene si vedrà che è una determinazione degna dei Famas quella che i Cronopios mettono nell’essere Cronopios e che, nell’agire da Famas, i Famas sono pervasi da una follia non meno stralunata di quella cronopiesca …

Italo Calvino, nota a Storia di Cronopios e di Famas, 1981

buongiorno!

Tea Zanetti, Buenos Aires, 2021

Por todos lados te hacen homenajes, y sé que te gustan, porque no querías retórica libresca, sino esta manera de estar entre los pares, de estar entre cronopios que es una forma de la fraternidad y del amor, de ese amor que no tiene sexo (aunque tenga dos sexos) y de la utopía.

Cris Peri Rossi, Julio Cortazar y Cris

Da ogni parte ti rendevano omaggio, e so che ti piace, perché non volevi retorica libresca, ma questo modo di stare tra pari, di stare tra cronopios che è una forma di fraternità e di amore, di quell’amore che non ha sesso (per quanto abbia due sessi) e di utopia.

Cris Peri Rossi, Julio Cortazar y Cris

buongiorno!

Tea Zanetti, Soulscapes, 2020

Un fama tenía un reloj de pared y todas las semanas le daba cuerda
CON GRAN CUIDADO. Pasó un cronopio y al verlo se puso a reír, fue a
su casa e inventó el reloj-alcachofa o alcaucil, que de una y otra manera
puede y debe decirse.
El reloj alcaucil de este cronopio es un alcaucil de la gran especie,
sujeto por el tallo a un agujero de la pared. Las innumerables hojas del
alcaucil marcan la hora presente y además todas las horas, de modo que el
cronopio no hace más que sacarle una hoja y ya sabe una hora. Como las va
sacando de izquierda a derecha, siempre la hoja da la hora justa, y cada día
el cronopio empieza a sacar una nueva vuelta de hojas. Al llegar al corazón
el tiempo no puede ya medirse, y en la infinita rosa violeta del centro el
cronopio encuentra un gran contento, entonces se la come con aceite,
vinagre y sal, y pone otro reloj en el agujero.

Julio Cortázar, Historias de cronopios y famas

Un fama aveva un orologio da parete e tutte le settimane gli dava corda CON GRANDE ATTENZIONE. Passò un cronopio e al vederlo si mise a ridere, tornò a casa e inventò l’orologio-soffione o carciofo che nell’uno e nell’altro modo può e deve dirsi.

L’orologio carciofo di questo cronopio è un carciofo della specie gigante, conficcato per il gambo in un buco della parete. Le innumerevoli foglie del carciofo segnano l’ora attuale oltre a tutte le ore, di modo che il cronopio non deve far altro che staccare una foglia e già sa che ore sono. Siccome le stacca da sinistra a destra, la foglia segna sempre l’ora giusta, e ogni giorno il cronopio inizia a staccare un nuovo giro di foglie. Quando arriva al cuore il tempo non si può più misurare, e nell’infinita rosa violetta del centro il cronopio trova un grande appagamento, così se la mangia con olio, aceto e sale e mette un altro orologio nel buco.

Julio Cortázar, Historias de cronopios y famas

buongiorno!

Tea Zanetti, Azul, Novembre 2021

Minos: Una mujer no sabe mirar. Sólo vé sus sueños.

Ariana: Rey, así miran los dioses y los héroes. Tu mismo qué ves del día si no la noche, el miedo, el Minotauro que has tejido con las telas de l’imsomnio? Quién lo tornó feroz? Tus sueños. Quién le trajo la primera gavilla de muchachos y doncellas arrancados a Atenas por el terror y el prestigio? Él es tu obra furtiva, como la sombra del árbol es un resto de su nocturno espanto.

Julio Cortázar, Los reyes

Minosse: Una donna non sa guardare. Vede solo i suoi sogni.

Arianna: Re, così guardano gli dei e gli eroi. Tu stesso che cosa vedi del giorno se non la notte, la paura, il Minotauro che hai tessuto con la tela dell’insonnia? Chi lo fece feroce? I tuoi sogni. Chi gli portò la prima fascina di giovani e donzelle sradicati da Atene per il terrore e il prestigio? Egli è la tua opera furtiva, come l’ombra dell’albero è un resto del suo terrore notturno.

Julio Cortázar, Los reyes