migliaia di tramonti

La tua espressione,
lo sguardo perso all'orizzonte,
l'ho capita solo dopo,
riguardando la foto,
qualche giorno fa ...

poi ho incontrato l'anello
che mi mancava: quell'altro
te che in qualche modo
mi sfuggiva, scivolandomi
tra le dita.

Quello che ha traghettato
l'uomo stanco, un po' più in là
del mezzo del cammin
di nostra vita,
verso quella riva
dove comincia la vecchiaia.

E alla fine ho potuto
unire i due capi
della lunga catena
di uomini che sei stato,
risorto ogni volta,
come araba fenice,
dalle ceneri lasciate
nei falò di migliaia
di tramonti australi
(sopravvissuto a te
stesso ancora una volta).

Taccio, 
guardando-ti,
leggendo-ti ...
Rifletto. Ti faccio
ogni giorno un po'
più mio.

L’ombra del giorno

L’ombra del giorno, Giuseppe Piccioni, 2022

Piccioni, con garbo e sottovoce, ci racconta una piccola storia sullo sfondo della Storia.

La storia di un reduce della Grande Guerra che dirige il ristorante che già fu del padre, che è un borghese ben inserito e che, anche se la possiede, non indossa la camicia nera.

La storia di Anna che è una giovane donna colta e volitiva che ha perso tutto a seguito delle leggi razziali e va a chiedere un posto di lavoro qualsivoglia, purché onesto, nel ristorante del reduce.

E poi lui è un uomo solo, stanco e disilluso e si innamora di lei che è una donna giovane e piena di vita, una di quelle che portano il sole ovunque vadano, con il solo sorriso.

E poi lei è ebrea ed è sposata ma si innamora di lui, nonostante le convenzioni e la guerra e mille problemi.

La storia piccola, dicevo, che però racconta come era quell’Italia, in cui continuava a pulsare un cuore, nonostante tutto.

Profumo

Sai, ho conservato l’arancia che hai staccato per me direttamente dal ramo, quella sera di fine primavera e brezza.

Con lei ho portato via il profumo di una passeggiata … La nostalgia dei nostri giorni si acuisce, e si smorza insieme, ogni volta che la annuso.

E il folle,
con la sua speranza assurda,
conservò i semi
dell’arancia amara.

E giunto il tempo
li piantò nella terra
nera. Poi, con ottimismo,
e pazienza, aspettò.
Y el loco,
con su absurda esperanza,
guardó las semillas
de la naranja amarga.

Llegado su tiempo,
los plantó en la tierra
negra. Luego, con optimismo,
y paciencia esperó.

buongiorno!

Tea Zanetti, Azul, Novembre-Dicembre 2021

… osservando bene si vedrà che è una determinazione degna dei Famas quella che i Cronopios mettono nell’essere Cronopios e che, nell’agire da Famas, i Famas sono pervasi da una follia non meno stralunata di quella cronopiesca …

Italo Calvino, nota a Storia di Cronopios e di Famas, 1981

Ennio

Ennio, Giuseppe Tornatore, 2021

Ennio è un film sula musica, su un dolore, su un uomo che per lunga parte della sua vita ha provato un profondo dolore per essersi sentito colpevole di aver tradito “La Musica” per “le canzonette“.

Giuseppe Tornatore racconta Ennio Morricone attraverso stralci: stralci di interviste da lui stesso rilasciate; stralci di interviste a chi lo ha, per varie ragioni (registi, amici, studiosi, parenti, insegnanti, compagni di corso al conservatorio …), conosciuto; stralci dei film per i quali lui aveva scritto le musiche originali.

Su tutto questo materiale aleggiano la sua musica, la sua assoluta umiltà, la sottile ironia.

Un docufilm per niente agiografico, né roboante (quando sarebbe invece stato più che facile lasciarsi trascinare dall’entusiasmo).