buongiorno!

Tea Zanetti, Azul, Dicembre 2021

“¿Quieres ver lo que no vieron ojos humanos? Mira la luna ¿Quieres oír lo que los oídos no oyeron? Oye el grito del pájaro. ¿Quieres tocar lo que no tocaron las manos? Toca la tierra. Verdaderamente digo que Dios está por crear el mundo”

(Vuoi vedere quello che mai occhio umano vide? Guarda la luna. Vuoi ascoltare quello che mai orecchio ascoltò? Ascolta il canto degli uccelli. Vuoi toccare quello che mai mano toccò? Tocca la terra. Veramente dico che Dio sta per creare il mondo).

Jorge Luis Borges, Los teólogos (El Aleph, 1949)

Ho paura non di

Tengo miedo no solo de
decir, ni siquiera
de pensar
que te amo.

Tengo miedo de admitir
que lo que nos ata
es como vos decís
algo arcano.

Son límpidas
Las palabras que
Nadan en
Mi cabeza ahogada
En la luz de esta
Evidencia.

Y todas repiten
Tu nombre.
Ho paura non di
dire, ma persino
di pensare
che ti amo.

Ho paura di ammettere
che quello che ci lega
è come dici tu
qualcosa di arcano.

Sono limpide
Le parole che
Nuotano nella
Mia mente annegata
Nella luce di questa
Evidenza.

E tutte ripetono
Il tuo nome.

naufraghi metropolitani

Che ridere papà quando si fa la barba!

Sembra un bambino, mentre prepara la schiuma, montandola con il pennello come la pannamontata nella ciotolina. E gli occhi gli si fanno allegri.

Poi comincia a stenderla, guancia destra (lui è mancino), mento, guancia sinistra… E poi sui baffi, sollevando il naso e abbassando il labbro… per non infilarsela nelle narici o in bocca.

E quando ha finito, mi deposita sempre un fiocchetto di schiuma sulla punta del naso.

E io faccio finta di arrabbiarmi, ma non è vero che mi arrabbio. Anzi, mi diverte sentire il freddissimo dell’eucalipto, e il profumo.

Prima regola l’altezza delle basette, con il dito indice, controlla che siano precise, ugualiuguali, poi gonfia le guance, come se dovesse soffiare via tutto il vento del mondo, quando passa il rasoio, da sottoinsù. Fa le boccacce davanti allo specchio, come me con la tata, quando mi sgrida e io corro in bagno a dirle le parolacce sottovoce. Che se mi sente sono guai seri, però in bagno e sottovoce le parolacce si possono dire.

“Papà! Quando sarò grande e anch’io avrò la barba, non me la taglierò. La lascerò crescere, come quell’anno che eri in montagna e dicevi che la barba dovevi averla lunga per forza, altrimenti ti si gelava il mento”.

Papà sta ridendo come un matto.

“Perché ridi, papà?”

“Rannocchietta, alle bambine la barba non cresce!”.

buongiorno!

Tea Zanetti, Azul, Dicembre 2021
No eres los otros

No te habrá de salvar lo que dejaron
escrito aquellos que tu miedo implora;
no eres los otros y te ves ahora
centro del laberinto que tramaron
tus pasos. No te salva la agonía
de Jesús o de Sócrates ni el fuerte
Siddharta de oro que aceptó la muerte
en un jardín, al declinar el día.
Polvo también es la palabra escrita
por tu mano o el verbo pronunciado
por tu boca. No hay lástima en el Hado
y la noche de Dios es infinita.
Tu materia es el tiempo, el incesante
tiempo. Eres cada solitario instante.

(Jorge Luis Borges)
Non sei gli altri

Non ti salverà ciò che lasciarono
scritto quelli che il tuo terrore implora;
non sei gli altri e ti vedi ora
centro del labirinto che tramarono
i tuoi passi. Non ti salva l'agonia
di Gesù o di Socrate né il forte
Siddharta d'oro che accettò la morte
in un giardino, al declinar del dì.
Polvere anche è la parola scritta
dalla tua mano o il verbo pronunciato
dalla tua bocca. Non c'è ferita nel Fato
e la notte di Dio è infinita.
La tua materia è il tempo, l'incessante
tempo. Sei ciascun solitario istante.

(Jorge Luis Borges)

buongiorno!

Tea Zanetti, Azul, Dicembre 2021
Reverso

Recordar a quien duerme
es un acto común y cotidiano
que prodría hacernos temblar.
Recordar a quien duerme
es imponer a otro la interminable
prisión del universo,
de su tiempo sin ocaso ni aurora.
Es revelarle que es alguien o algo
que está sujeto a un nombre que lo publica
y a un cúmulo de ayeres.
Es inquietar su eternidad.
Es cargarlo de siglos y de estrellas.
Es restituir al tiempo otro Lázaro
cargado de memoria.
Es infamar el agua del Leteo.

Jorge Luis Borges, La cifra, 1981
Rovescio

Ricordare chi dorme
è un atto comune e quotidiano
che potrebbe farci tremare.
Ricordare chi dorme
è imporre all'altro l'interminabile
prigione dell'universo,
del suo tempo senza tramonto né aurora.
È rivelargli che è altri o altro
che è soggetto a un nome che lo rende pubblico
e a un cumulo di ieri.
È sconvolgere la sua eternità.
È caricarlo di secoli e di stelle.
È restituire al tempo un altro Lazzaro
carico di memoria.
È infamare l'acqua del Lete.

Jorge Luis Borges, La cifra, 1981