Innamorarsi di Torino

Torino è una città deliziosamente malandrina.

Nasconde, sotto un’apparenza austera, incontri sorprendenti.

Cortili di vegetazioni lussureggianti e artistici decori, appena un passo oltre funzionali ingressi carrai. Scaloni vorticosi di marmo e legno e ferro battuto, dietro facciate compostamente grigie …

È una città di opposti, di ossimori e incongruenze che sono tali solo a uno sguardo distratto cui, appena si abbia voglia di farlo un po’ più attento e profondo, svela la sua sostanza di affascinante signora, ironica e un po’ agée, ma non così tanto da aver smesso, per questo, di esser bella.

Una città in cui non ti puoi annoiare perché ad ogni angolo ti attende una sorpresa, se solo sai muoverti con quello spirito d’avventura delle cacce al tesoro di quando eri bambino. Un’etica da bambini, quella dell’avventuriero! Così mi ha illuminata un giorno un vecchio avvocato al quale voglio bene.

È la mia città e io la amo perdutamente proprio per questa sua anima dicotomica e continuamente cangiante che si esprime sin nei dettagli minimi. Dai negozi sfavillanti di luci del centro alle botteghe artigiane del Quadrilatero alle nascoste cucine dei piccoli e grandi ristoranti sparpagliati qua e là.

Premesso che non sono una blogger, né una influenZer, né tantomeno un critico enogastronomico. E non ho certo alcuna pretesa in tal senso. Sono semplicemente un’innamorata che riporta qui opinioni del tutto personali ad uso e consumo di chi ci vive e ciononostante la vive poco, di chi ci capita per sbaglio o ci viene per scelta, di chi ci passa qualche ora e sia alla ricerca di un’esperienza da Torinese.

buongiorno!

Tea Zanetti, Azul, Novembre 2021

Minos: Una mujer no sabe mirar. Sólo vé sus sueños.

Ariana: Rey, así miran los dioses y los héroes. Tu mismo qué ves del día si no la noche, el miedo, el Minotauro que has tejido con las telas de l’imsomnio? Quién lo tornó feroz? Tus sueños. Quién le trajo la primera gavilla de muchachos y doncellas arrancados a Atenas por el terror y el prestigio? Él es tu obra furtiva, como la sombra del árbol es un resto de su nocturno espanto.

Julio Cortázar, Los reyes

Minosse: Una donna non sa guardare. Vede solo i suoi sogni.

Arianna: Re, così guardano gli dei e gli eroi. Tu stesso che cosa vedi del giorno se non la notte, la paura, il Minotauro che hai tessuto con la tela dell’insonnia? Chi lo fece feroce? I tuoi sogni. Chi gli portò la prima fascina di giovani e donzelle sradicati da Atene per il terrore e il prestigio? Egli è la tua opera furtiva, come l’ombra dell’albero è un resto del suo terrore notturno.

Julio Cortázar, Los reyes

naufraghi metropolitani

Parlami di me,
quando la sera arrossa i tuoi
orizzonti e io già ti sto
sognando, ancora. 

Parlami di te,
quando tremi per il freddo
e il mio sole ti riscalda
il cuore. 

Parlami del vento
che scuote i tuoi mari
di pascoli nel sud che si fa nord. 

E ti dirò del mare
di mirti, di onde
e le cicale.
Hablame de mi,
cuando la tarde sonroja tus
horizontes y yo ya estoy
soñandote, otra vez.

Hablame de ti
cuando tiemblas por el frío
y mi sol te calienta
el corazón.

Hablame del viento
que sacudia tus mares
de pastos donde el Sur se hace Norte.

Y te diré
de mirtos, de olas
y las cigarras. 

TuriNoise

Non ho ben capito che cosa mi sta succedendo da quando sono rientrata dall’Argentina, certo è che ho la testa piena zeppa di idee.

Adesso, er esempio, mi è venuto in mente che posso aggiungere un’altra rubrica ancora, come se quelle che già ci sono non fossero sufficienti.

La chiamerò TuriNoise crasi di Turin e Noise (anche se anziché fondere due vocali, ho fuso due consonanti).

Che cosa ci metterò dentro? Direi qualche dritta per vivere la città a modo mio. Posti dove mi piace passeggiare, posti che mi piace fotografare, posti dove vado a mangiare, posti dove compro i vestiti … A modo mio.

buongiorno!

Tea Zanetti, L’amante argentino, Luglio 2021

… dimostrato quanto abbia ragione il pioniere della fotografia Moholy-Nagy quando afferma «Non è possibile prevedere quali saranno i confini della fotografia. In questo ambito è tutto così nuovo che anche solo il ricercare conduce di per sé a esiti creativi. A preparare il cammino è ovviamente la tecnica. L’analfabeta del futuro non sarà chi non sa scrivere, ma chi ignora la fotografia».

Walter Benjamin, Breve storia della fotografia