Con due panini e due albicocche nel cestino, volo nel sole tiepido della sera. Hai appena un'ora di tempo da condividere con me, rubata a un giorno nero di malattia e fatiche. Un regalo inaspettato. Ti intravedo sul muretto, sotto la pergola all'angolo, coi tuoi vestiti chiari e un cappello di paglia. E accelero il passo per abbracciarti prima. E ti scusi, per il sudore di una giornata iniziata troppo presto. Anche se, ora che me lo fai notare, mi rendo conto che non mi dà fastidio. Gli alberi sono una festa di passeri e fiori mentre mi racconti il tuo domani, guardando lontano come se già lo vedessi. Poi ti commuovi al pensiero dei miei panini al prosciutto e le albicocche sono il tuo frutto preferito. E ridiamo scoprendoci le scarpe uguali, granata le tue, le mie bianche. Di migliaia di passi, le tue sbiadite, sporche le mie.
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buongiorno!

Arrasado el jardín, profanados los cálices y las aras, entraron a caballo los hunos en la biblioteca monástica y rompieron los libros incomprensibles y los vituperaron y los quemaron, acaso temerosos de que las letras encubrieran blasfemias contra su dios, que era una cimitarra de hierro.
Jorge Luis Borges, Los teólogos (El Aleph, 1949)
(Devastato il giardino, profanati i calici e gli altari, entrarono a cavallo gli Unni nella biblioteca monastica e ruppero i libri incomprensibili e li vituperarono e li bruciarono, forse per paura che quelle lettere contenessero blasfemie contro il loro dio, che era una scimitarra di ferro)
naufraghi metropolitani
Poema de l'amor pampero Roca sos. Y musgo. De viento y arrugas sobre la piel del mundo sobre la piel de los ojos. Sonrisa de sol, sos y estrellas australes. Clavado en el corazon de la nada. Estás. Inmòvil. Principio y fin de mis pensamientos.
Poesia dell'amor pampero Roccia sei. E muschio. Di vento e rughe sulla pelle del mondo sulla pelle degli occhi. Sorriso di sole, sei e stelle australi. Confitto nel cuore del nulla. Stai. Immobile. Principio e fine dei miei pensieri.
buongiorno!

“¿Quieres ver lo que no vieron ojos humanos? Mira la luna ¿Quieres oír lo que los oídos no oyeron? Oye el grito del pájaro. ¿Quieres tocar lo que no tocaron las manos? Toca la tierra. Verdaderamente digo que Dios está por crear el mundo”
(Vuoi vedere quello che mai occhio umano vide? Guarda la luna. Vuoi ascoltare quello che mai orecchio ascoltò? Ascolta il canto degli uccelli. Vuoi toccare quello che mai mano toccò? Tocca la terra. Veramente dico che Dio sta per creare il mondo).
Jorge Luis Borges, Los teólogos (El Aleph, 1949)
Ho paura non di
Tengo miedo no solo de decir, ni siquiera de pensar que te amo. Tengo miedo de admitir que lo que nos ata es como vos decís algo arcano. Son límpidas Las palabras que Nadan en Mi cabeza ahogada En la luz de esta Evidencia. Y todas repiten Tu nombre.
Ho paura non di dire, ma persino di pensare che ti amo. Ho paura di ammettere che quello che ci lega è come dici tu qualcosa di arcano. Sono limpide Le parole che Nuotano nella Mia mente annegata Nella luce di questa Evidenza. E tutte ripetono Il tuo nome.
