Non ho ben capito che cosa mi sta succedendo da quando sono rientrata dall’Argentina, certo è che ho la testa piena zeppa di idee.
Adesso, er esempio, mi è venuto in mente che posso aggiungere un’altra rubrica ancora, come se quelle che già ci sono non fossero sufficienti.
La chiamerò TuriNoise crasi di Turin e Noise (anche se anziché fondere due vocali, ho fuso due consonanti).
Che cosa ci metterò dentro? Direi qualche dritta per vivere la città a modo mio. Posti dove mi piace passeggiare, posti che mi piace fotografare, posti dove vado a mangiare, posti dove compro i vestiti … A modo mio.
… dimostrato quanto abbia ragione il pioniere della fotografia Moholy-Nagy quando afferma «Non è possibile prevedere quali saranno i confini della fotografia. In questo ambito è tutto così nuovo che anche solo il ricercare conduce di per sé a esiti creativi. A preparare il cammino è ovviamente la tecnica. L’analfabeta del futuro non sarà chi non sa scrivere, ma chi ignora la fotografia».
Alla Bilance Blanco (Basculas Blanco), sebbene all’entrata campeggi una scritta in ferro battuto che ricorda sinistramente quell’ “Arbeit Macht Frei” posto all’ingresso di Auschwitz, si lavora come in una grande famiglia.
Sotto lo sguardo amorevole del capo (che ha ereditato la baracca dal padre) tutti i dipendenti sono come fratelli (quelli più anziani) o figli (i più giovani – e quelli che non sono Spagnoli sono figli adottivi).
Tutto è perfetto. Tutti sono felici. Per questo la Bilance Blanco è tra le tre candidate al prestigioso e ambito premio per le eccellenze imprenditoriali del Paese (premio che, manco a dirlo, dà alla vincitore accesso privilegiato ai finanziamenti pubblici).
In attesa della visita della commissione, però nel magico “Mondo Blanco” cominciano ad accadere disastri a catena perché, si sa, le disgrazie vengono a grappoli.
Ce la farà il nostro a portare a casa il premio?
Deliziosamente perfido e dissacratorio, con un Bardem sempre all’altezza del suo metro e novanta abbondante e tutti gli altri attori perfetti, ciascuno per il proprio ruolo.
Tra l’altro questo film mi ha anche regalato una bella consolazione: la scoperta che davvero tutto il mondo è paese e che certi vizi che pensavo solo italiani, in realtà sono presenti ovunque. Forse perché sono del tutto umani.
No te voy a cansar con más poemas.
Digamos que te dije
nubes, tijeras, barriletes, lápices,
y acaso alguna vez
te sonreíste.
(Julio Cortázar,
Cinco últimos poemas para Cris, 5)
Non ti annoierò con altre poesie.
Facciamo che ti dico
nuvole, cesoie, aquiloni, matite
e forse qualche volta
hai sorriso.
(Julio Cortázar,
Cinque ultime poesie per Cris, 5)
Giurami che saremo sempre così. Divertenti, leggeri, spensierati.
Giurami che non ci lasceremo avvolgere nel miele della quotidianità banale. Che non inciamperemo nelle pastoie dei problemi. Che i rovi degli screzi ci feriranno solo in superficie.
Giurami che sapremo sempre trovare almeno una buona ragione per ridere, ogni giorno.
Giurami che se ti accorgi che tutto questo non è più possibile tra noi, avremo il coraggio di dircelo e di fare tutto a pezzi prima di annegare in un mare di tristezza.
Giurami che saremo amanti per sempre, che non mi trasformerai in una moglie.