buongiorno!

Tea Zanetti, L’amante argentino, Luglio 2021

… dimostrato quanto abbia ragione il pioniere della fotografia Moholy-Nagy quando afferma «Non è possibile prevedere quali saranno i confini della fotografia. In questo ambito è tutto così nuovo che anche solo il ricercare conduce di per sé a esiti creativi. A preparare il cammino è ovviamente la tecnica. L’analfabeta del futuro non sarà chi non sa scrivere, ma chi ignora la fotografia».

Walter Benjamin, Breve storia della fotografia

Il capo perfetto

Il capo perfetto, Fernando Leon de Aranoa, 2021

Alla Bilance Blanco (Basculas Blanco), sebbene all’entrata campeggi una scritta in ferro battuto che ricorda sinistramente quell’ “Arbeit Macht Frei” posto all’ingresso di Auschwitz, si lavora come in una grande famiglia.

Sotto lo sguardo amorevole del capo (che ha ereditato la baracca dal padre) tutti i dipendenti sono come fratelli (quelli più anziani) o figli (i più giovani – e quelli che non sono Spagnoli sono figli adottivi).

Tutto è perfetto. Tutti sono felici. Per questo la Bilance Blanco è tra le tre candidate al prestigioso e ambito premio per le eccellenze imprenditoriali del Paese (premio che, manco a dirlo, dà alla vincitore accesso privilegiato ai finanziamenti pubblici).

In attesa della visita della commissione, però nel magico “Mondo Blanco” cominciano ad accadere disastri a catena perché, si sa, le disgrazie vengono a grappoli.

Ce la farà il nostro a portare a casa il premio?

Deliziosamente perfido e dissacratorio, con un Bardem sempre all’altezza del suo metro e novanta abbondante e tutti gli altri attori perfetti, ciascuno per il proprio ruolo.

Tra l’altro questo film mi ha anche regalato una bella consolazione: la scoperta che davvero tutto il mondo è paese e che certi vizi che pensavo solo italiani, in realtà sono presenti ovunque. Forse perché sono del tutto umani.

Consigliato? Sì!

buongiorno!

Tea Zanetti, Azzorre, 2019
No te voy a cansar con más poemas.
Digamos que te dije
nubes, tijeras, barriletes, lápices,
y acaso alguna vez
te sonreíste.

(Julio Cortázar,
Cinco últimos poemas para Cris, 5)
Non ti annoierò con altre poesie.
Facciamo che ti dico
nuvole, cesoie, aquiloni, matite
e forse qualche volta
hai sorriso.

(Julio Cortázar,
Cinque ultime poesie per Cris, 5)

14 febbraio

Giurami che saremo sempre così. Divertenti, leggeri, spensierati.

Giurami che non ci lasceremo avvolgere nel miele della quotidianità banale. Che non inciamperemo nelle pastoie dei problemi. Che i rovi degli screzi ci feriranno solo in superficie.

Giurami che sapremo sempre trovare almeno una buona ragione per ridere, ogni giorno.

Giurami che se ti accorgi che tutto questo non è più possibile tra noi, avremo il coraggio di dircelo e di fare tutto a pezzi prima di annegare in un mare di tristezza.

Giurami che saremo amanti per sempre, che non mi trasformerai in una moglie.

Svalentino alle porte!

Domani è Svalentino. Una festa che, con un po’ di cinismo, la maggior parte delle “ragazze sopra i trenta” hanno imparato (accordo verbo-soggetto alla Greca – notare la finezza) a catalogare come una roba da ragazzini con gli occhi ancora pieni di illusioni.

Ma voi non credeteci.
Sì, noi ve lo diciamo che va bene uguale, che non importa. Ma non fidatevi. Non è che non ci importi festeggiare.

Ma la verità è che non vogliamo ritrovarci impigliate per l’ennesima volta in uno Svalentino all’odore di muffa.


E allora, domani, stupiteci.
Fateci ridere!
Smettetela di prendervi così sul serio e regalateci una serata spensierata.

Non c’è nulla di più sexy di un uomo che sappia guardarci negli occhi con intenzione, dopo averci preso amorevolmente in giro, facendoci credere che tutti i nostri difetti ai suoi occhi siano solo bizzarrie che ci rendono ancora più amabili!

Regalateci una passeggiata senza meta (se poi abitiamo in una città col fiume o il lungomare, meglio ancora!), con una fetta di pizza, parlando di nulla. A fare i cretini, come quando ci ronzavamo attorno e ancora non sapevamo se il futuro ci avrebbe riservato qualcosa insieme.

Sorprendeteci!
Prendetevi due ore libere e preparateci una torta o una cena intera!

Ma per favore, per una volta, non quel “mazzolino” di fiori stantio. Non il “ristorantino” pieno di altre coppiette tutte uguali e noi uguali a loro. Non la “seratina” con le “candeline” e “petalini” di rosa sparsi ovunque, con la speranza di una “scopatina” (che è sempre più che “tristina”), tanto perché si deve. E lo richiede il cliché.

E fregatevene se avete la pancia o la calvizie (o canizie) che incombe! Fregatevene se non siete Richard Gere o quell’altro delramodellagodicomo, di cui non ricordo mai il nome (e che nemmeno mi piace a dirla tutta, perché io per esempio sono più per Rupert Everett, maquestoèunproblemamio).

A NOI piacete VOI. Proprio voi, con tutti i vostri difetti (alcuni veramente insopportabili).
E infatti vi abbiamo scelti (non sarete per caso convinti di essere stati voi a scegliere, che questo vi sia ben chiaro una volta per tutte!).

Solo un uomo poteva essere così deficiente da credere che la bella faccia di Cristiano potesse far fremere di passione Rossana più del bel cervello di Cirano!