Parigi tutto in una notte

Catherine Corsini, 2022

Questo è un film intelligente in cui si parla con leggerezza (che non significa superficialità) di argomenti seri e tutt’altro che leggeri.

Una coppia lesbica si sta per separare ma arriva una caduta per strada di una delle due donne a devastarle il gomito (e lei fa la disegnatrice …) e a cambiare tutte le prospettive.

Raphäelle (una Valeria Bruni Tedeschi a dir poco fantastica) viene portata in ambulanza al pronto soccorso di un ospedale pubblico proprio nel momento in cui per le strade di Parigi si sta scatenando la guerriglia urbana tra i gilet jaunes che rivendicano migliori condizioni (di lavoro, di salute, di vita … i Francesi hanno ben chiara la differenza tra sudditi e cittadini cosa che, ad esempio, a noi Italiani ancora sfugge) e la polizia. Quella notte in ospedale le garantisce un punto di vista privilegiato sulla vita non solo propria ma anche di chi le sta intorno e non condivide la sua stessa condizione sociale.

Nel pronto soccorso al collasso, (tra carenze varie – di personale medico e paramedico, di medicinali, di barelle, di garze e chi più ne ha più ne metta – e ricoveri sempre più incalzanti di “ammalati comuni” e di feriti negli scontri di piazza) si intrecciano le vite dei personaggi che ricordano la commedia umana raccontata da Balzac.

ventunmarzo

E poi la primavera
ritorna.
Ti sorprende, perché
sembrava che
non fosse possibile. Ma
un bel mattino è lì, davanti
ai tuoi occhi, col verde
tenero di foglie e petali
di rosa e il cielo azzurro
di un tepore nuovo ...

È la primavera.
Ritorna.

Flee

Jonas Poher Rasmussen, 2022

Poetico cartone animato inframmezzato da quelle che in linguaggio giornalistico si chiamano “immagini di repertorio”.

Flee (fuga ma anche rifugiato, ma anche scappare, ma anche … e quindi bene han fatto a non tradurre – questa cosa delle traduzioni mi sta sempre più ossessionando) racconta la storia di Amin piccolo profugo afghano a conoscenza della propria omosessualità sin dalla più tenera infanzia.

Storia di un diverso tra i diversi, insomma, ammesso che questo termine abbia un significato in un mondo di soggetti (cioè di individui sempre unici – cosa che, almeno a me, pare un bene).

Non c’è pietismo. Non ci sono lacrimucce facili. Non c’è condanna. Mentre ben potrebbero esserci tutti e anche altri.

C’è solo il racconto dei fatti così come li ricorda il protagonista. E allo spettatore di giudicarli.

Il ritratto del duca

Roger Michell, 2020

Un film piacevole e garbato che, con divertito affetto, traccia un affresco della piccolissima borghesia inglese degli anni Sessanta del Novecento, tra istanze di normalità e la voglia di cambiamento e riscatto insieme al vento di una società più giusta.

E non crediamo che i conservatori siano i ricchi e i più poveri vogliano tutti essere progressisti.

Forse questa pellicola rappresenta la più precisa descrizione di che cosa significhi essere famas e cronopios, non tanto secondo Cortázar che li inventò, quanto secondo Calvino (Italo) che li studiò.

buongiorno! (veramente quasi buon pranzo…)

Tea Zanetti, Buenos Aires, Dicembre 2021

La storia dei Cechi è una soltanto. Un giorno terminerà, così come la vita di Tomáš, e non sarà possibile ripeterla una seconda volta.

Nel 1618 la nobiltà boema si imbaldanzì, decise di difendere la propria libertà di religione, e furiosa contro l’imperatore che risiedeva a Vienna, gettò dalla finestra del Castello di Praga due suoi alti funzionari. Ebbe così inizio la guerra dei Trent’anni che portò alla quasi totale distruzione della nazione ceca. I Cechi allora avrebbero dovuto avere più prudenza che coraggio? La risposta sembra semplice. Ma non lo è.

Trecentoventi anni più tardi, nel 1938, dopo la Conferenza di Monaco, il mondo intero decise di sacrificare il loro paese a Hitler. Avrebbero dovuto allora lottare da soli contro una forza otto volte superiore? A differenza del 1618, questa volta ebbero più prudenza che coraggio. La loro capitolazione diede inizio alla seconda guerra mondiale che portò alla definitiva perdita di libertà della loro nazione per molti decenni se non addirittura secoli. Era stato giusto, allora, avere più prudenza che coraggio? Che cosa avrebbero dovuto fare?

Se la storia ceca si potesse ripetere, sarebbe certo desiderabile provare ogni volta la seconda eventualità e poi confrontare i risultati. Senza un simile esperimento, ogni considerazione non è che un gioco di ipotesi.

“Einmal ist keinmal” (…)

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere